Differenze tra birre Ale e Lager

La principale differenza tra birra “Ale” e “Lager” si riduce al tipo di lievito, temperatura di fermentazione, colore, sapore e soprattutto gusto.

Le birre Ale sono solitamente più scure di tonalità e hanno un sapore più fruttato e amaro. Le lager tendono ad avere un aspetto chiaro con il sapore tende ad essere più dolce.

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Birra: la bevanda dalle proprietà nascoste

La birra è indubbiamente una delle bevande più antiche e onnipresenti nella storia dell’uomo: sembra infatti che le sue radici possano essere datate al tempo dell’Antico Egitto.

Nel corso dei secoli la birra è stata poi perfezionata e prodotta in diversi stili, tra cui i 3 oggi più popolari sono le Lager, le Ale e le Lambic – a fermentazione spontanea.

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Birra e calciatori

“Gentili ascoltatori, abbiamo appena assistito a un primo tempo davvero spumeggiante!” esclama il cronista entusiasta. Spumeggiante come il boccale di birra che tanti appassionati stanno sorseggiando al
bar mentre ascoltano trepidanti la radiocronaca della partita degli azzurri.
Calcio e birra sono indissolubilmente legati nella tradizione popolare, nel nostro Paese come in Gran Bretagna, dove il calcio moderno è nato, e in molte parti d’Europa. La birra accompagna da sempre quanti,
alla radio come davanti al televisore, soffrono ed esultano per le gesta dei loro idoli sul prato verde.

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Come bere birra tutta d’un fiato se hai perso una scommessa

Almeno una volta nella vita, ti sarai dovuto imbattere nel bere birra tutta d’un fiato. Non importa se lo hai fatto o se dovrai affrontare la sfida per una scommessa persa o semplicemente per “divertirti” in compagnia, adesso quello che ti chiedi è come fare.

Al di là di quale delle tante varietà di bibite alcoliche tu voglia bere, ti vogliamo fare una premessa: divertirsi va bene, ma fallo con il buonsenso.

Molti spesso ci sono stati casi in cui alcuni giovani sono finiti in coma etilico per aver bevuto litri di birra in una sola volta o peggio ancora, ne hanno fatto un mix con superalcolici.

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Il rifrattometro per fare la birra può servire veramente?

Il rifrattometro per fare la birra è sicuramente lo strumento di misurazione più idoneo e professionale per monitorare la densità, il livello e la quantità di zuccheri presenti nel mosto. Un’ottima alternativa e certamente più veloce, rispetto che utilizzare il densimetro.

In tanti si domandano quale sia il migliore, ma soprattutto se è davvero essenziale al fine di realizzare la nota bevanda alcolica tedesca. La risposta? Assolutamente si. Lo strumento di misurazione ottica consente di analizzare le proprietà fisiche e l’indice appunto di rifrazione, della birra.

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Perché seguire un Corso per fare la Birra Artigianale?

In Europa, in particolare in Germania o nella Repubblica Ceca, è frequente trovare i “mastri birrai“: veri e propri maestri nell’arte della birra che fanno della loro passione per il luppolo, una vera e propria professione.

In Italia, d’altro canto, la cultura della birra non è ancora tanto radicata da essere considerata come una possibilità di sbocco professionale; la birra è ancora vista come bevanda da condividere tra amici e sicuramente non in grado di raggiungere gli alti livelli del vino.

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La produzione di birra con tecnologia a cavitazione

Oggi, grazie alle nuove tecnologie, la produzione di birra si è raffinata e
ha permesso all’Italia di raggiungere standard produttivi, altrettanto
buoni, quanto le eccellenze mondiali.

Che cos’è la cavitazione idrodinamica?

La cavitazione idrodinamica si manifesta nella “bollitura” dell’acqua o di
qualsiasi altro liquido a temperature molto più basse rispetto alla
temperatura di ebollizione a parità di pressione (100° nel caso
dell’acqua). Le “bolle di cavitazione” si formano nel liquido in
conseguenza di depressioni localizzate, dovute per esempio a onde
acustiche nel campo degli ultrasuoni oppure alla circolazione del liquido
attraverso strozzature, dove il liquido subisce una repentina
depressione. Il sistema a cavitazione non richiede la macinazione
del malto e permette una conversione enzimatica del mosto e un
utilizzo del luppolo molto più veloci ed efficienti, senza
applicazione diretta di fonti di calore. Come sembra, quindi, non è più
necessaria la bollitura, in quanto la sterilizzazione, la volatilizzazione del
DMS e l’isomerizzazione degli alfa acidi avvengono già durante il mash.
Secondo analisi di terze parti, il mosto che si ottiene ha la stessa
stabilità e composizione di zuccheri fermentabili e non fermentabili, fan,
proteine, ecc. di un mash tradizionale.

Riduzione dei tempi di lavoro e del consumo di energia

200 miliardi di litri prodotti e consumati ogni anno nel mondo
e un giro d’affari ben superiore al trilione di dollari. Questo
impianto riduce i tempi di lavoro del 50% e dei consumi di energia di oltre il 40%, l’eliminazione di alcune fasi centrali del processo produttivo come
le triturazione a secco dei grani e la bollitura del mosto, una maggiore
durata di conservazione delle birre e delle loro proprietà strutturali.
I principali vantaggi della cavitazione idrodinamica rispetto alla
produzione brassicola tradizionale Di particolare rilievo è l’esclusione delle fasi di macinatura dei grani (che quindi possono essere introdotti interi) e di bollitura (completati a temperature inferiori a 100 °C). In più l’energia elettrica alimenta le pompe centrifughe, i processi di cavitazione e riscaldamento, e i trasferimenti necessari del mosto, garantendo un consumo molto ridotto rispetto agli altri impianti. L’elettricità alimenta anche il segmento di separazione, costituito da un Decanter, attivato simultaneamente a una specifica fase del processo di cavitazione.

I principali vantaggi della cavitazione idrodinamica rispetto alla
produzione brassicola tradizionale

Di particolare rilievo è l’esclusione delle fasi di macinatura dei grani (che
quindi possono essere introdotti interi) e di bollitura (completati a
temperature inferiori a 100 °C). In più l’energia elettrica alimenta le
pompe centrifughe, i processi di cavitazione e riscaldamento, e i
trasferimenti necessari del mosto, garantendo un consumo molto ridotto
rispetto agli altri impianti. L’elettricità alimenta anche il segmento di
separazione, costituito da un Decanter, attivato simultaneamente a una
specifica fase del processo di cavitazione.
I costi di realizzazione dell’impianto
I costi sono sicuramente inferiori rispetto agli impianti convenzionali. Ma
non sarà solo il costo di costruzione dell’impianto il maggiore vantaggio
economico, piuttosto la riduzione dei costi di gestione, di consumo
energetico e la superiore produttività. La stima è, a parità di produzione

di birra, tempi di lavoro e consumo energetico, pari ad una riduzione di
oltre il 40%.

In Toscana il primo birrificio al mondo a cavitazione idrodinamica

Barberino Val d’Elsa (Firenze), Birrificio San Gimignano: L’impianto ha
una capacità di 12 ettolitri — di facile gestione e flessibile rispetto a
qualsiasi ricetta, l’impianto a cavitazione idrodinamica controllata
sostituisce completamente le tecnologie esistenti, praticamente
immutate da secoli, e in particolare la bollitura del mosto e le triturazione
a secco dei grani. ”La cavitazione idrodinamica permette così
l’eliminazione di alcune fasi del processo produttivo, come la triturazione
a secco dei grani e la bollitura del mosto, garantisce migliori proprietà
strutturali della birra e una maggiore durata di conservazione”. Sul
funzionamento spiega che ”praticamente una pompa spinge il mosto
velocemente in un imbuto creando una forte pressione e quindi un
innalzamento delle temperature permettendo di sostituire il processo di
produzione di bollitura utilizzato per 10.000 anni sino ad oggi” (ANSA-
Stefano Botto, socio fondatore Birrificio San Gimignano).

Matrimonio Tema Birra – I consigli di una Wedding Planner

Matrimonio tema Birra – Un matrimonio sfizioso e al passo coi tempi

La gastronomia è diventata negli ultimi anni uno dei temi più utilizzati nell’organizzazione dei matrimoni. Tra questi oggi parliamo di una novità: il matrimonio a tema birra. Su questo tema è possibile sbizzarrirsi anche grazie alle numerose birre di fattezza artigianale che sono sempre più cercate dai consumatori sia giovani che meno giovani. Si sono imposte sul mercato e piacciono, quindi, anche agli ospiti dei nostri matrimoni. I consigli da una Wedding Planner con esperienza decennale.

Il modo più classico per organizzare un matrimonio a tema birra è sicuramente far trovare ai propri invitati una Beer Station, cioè una postazione che servirà birre di vario tipo oppure birre tutte bionde o birre tutte scure a seconda dei gusti degli sposi e dei gusti degli invitati. La Beer Station può essere organizzata con l’ausilio degli spillatori, a cascata o a pressione (più diffusi) o attraverso il ricorso alle bottiglie di vetro disposte in grossi catini di zinco ben refrigerati dai quali ogni ospite potrà attingere alla propria bevanda.

Matrimonio Tema Birra | Abbinamento Cibo Birra

Di fianco alla Beer Station va effettuato un giusto abbinamento di cibi. L’abbinamento più simpatico ma anche più tipico è quello del panino: con la mortadella, con la porchetta o con un salume di buona qualità che può essere ad esempio un buon prosciutto crudo oppure un buon salame magari tipico del territorio nel quale viene organizzato il matrimonio.

Oltre a questo, alla Beer Station si possono affiancare vari tipi di friggitoria e di classico Street Food e qui c’è da sbizzarrirsi perché ogni regione ha il proprio Street Food e ognuno di questi nella maggior parte dei casi è perfettamente abbinabile con una buona e fredda birra. Anche il menù e quindi piatti che saranno serviti a tavola o a buffet potranno prevedere varie portate realizzate con l’ausilio della birra ad esempio una delle più classiche è il pollo alla birra. Tanti sono anche i dolci che vengono preparati con la birra. mi viene in mente il tiramisù che nella sua variante frizzantina viene definito scherzosamente birramisù.

Ovviamente, tutte le decorazioni e i complementi dovranno essere a tema. Si pensi al tableau che classicamente può essere realizzato con delle bottiglie di birra di varia fattezza che riportano al posto delle etichette i nomi dei tavoli i nomi dei tavoli potranno essere i nomi delle varie birre oppure magari i nomi delle aziende più famose che producono birra.

Gli allestimenti dei buffet e i centrotavola della sala dovranno avere un tocco rustico e quindi via libera a legno al sughero ai vetri di vario colore. Come segnaposti i tappi a Corona delle birre potranno essere incollati su dei cartoncini di carta Kraft Ognuno dei quali riportanti il nome dell’invitato o semplicemente la scritta “Grazie”.

Chi vuole osare un po’ di più nelle decorazioni può ricorrere anche ai colori tipici del Oktoberfest che sono molto forti Ma assolutamente riconoscibili rispetto al tema della birra. Ovviamente il cadeau di fine festa per gli ospiti non potrà che essere una birra artigianale di ottima qualità magari confezionata in una teca di legno oppure in un Packaging studiato appositamente per l’evento.

5 cose da sapere per aprire un microbirrificio

Per molti la birra rappresenta una passione; i veri estimatori, infatti, vanno alla ricerca delle specialità locali, soprattutto di quelle prodotte in modo artigianale, che rappresentano spesso un prodotto di nicchia da non lasciarsi scappare. Del resto la birra è una delle bevande alcoliche più antiche, basti pensare che sul territorio dell’antica Persia sono state trovate tracce risalenti a ben 7000 anni fa. Fu una bevanda apprezzata anche dagli antichi Greci e dai Romani anche se poi il vino ne prese il posto, soprattutto fra i ceti più elevati e la birra rimase appannaggio degli schiavi e dei barbari. La sua produzione è stata per lungo tempo legata ad una tradizione familiare e solo in piena rivoluzione industriale venne realizzata sul larga scala. Potrebbe essere davvero molto interessante ed istruttivo approfondire la storia della birra per vedere poi quali sono le 5 regole più importanti da conoscere per aprire un microbirrificio.

Che tipo di birrificio?

Avendo già un’azienda agricola potrebbe essere semplice avviare un micro birrificio ma in questo caso è indispensabile produrre almeno il 51% di orzo necessario alla produzione locale; come vantaggio si hanno però, vari sgravi ed agevolazioni fiscali. In alternativa si può seguire la strada intrapresa ultimamente da vari imprenditori del settore: un microbirrificio associato ad un brewpub, un locale annesso dove far degustare direttamente la propria birra artigianale e, magari, mostrare le fasi di produzione della birra ai propri clienti. In questo caso è fondamentale trovare il locale adatto.

Seguire un corso di formazione

Se si ha l’intenzione di intraprendere l’attività di produzione della birra in modo non industriale, ma aprendo un piccolo birrificio, è bene sapere ciò di cui si ha bisogno. Sarebbe l’inizio di una nuova passione oltre che di un nuovo ed entusiasmante lavoro. Il primo passo da fare, però, è quello di approfondire la propria conoscenza in questo ambito. Non si può, infatti, pensare di avviare un’attività, seppur in forma ridotta, senza avere le basi per arrivare a produrre una birra artigianale di qualità. Per questo motivo è essenziale seguire un corso che fornisca le nozioni tecniche e gestionali per aprire un micro birrificio. Può essere utile, poi, anche partecipare ad eventi e fiere di settore per confrontarsi con altri produttori ed avere una idea chiara e precisa di ciò che si vuole fare, anche per ciò che riguarda le attività di promozione del proprio prodotto.

Attrezzatura ed impianti

Per produrre la birra occorre dotarsi di impianti ed attrezzatura. Anche in questo caso, sebbene si tratti di un microbirrificio, è necessario ponderare con attenzione le scelte da fare, anche in vista degli investimenti. Le strade da percorrere sono due: occuparsi personalmente della messa in posa della strumentazione oppure affidarsi ad una ditta specializzata che affianca anche per la formazione ed il reperimento di tutto ciò che serve per produrre la birra. Naturalmente la scelta sul percorso da seguire dipende dal grado di conoscenza personale sulla materia. Molte persone hanno realizzato la propria birreria in modo completamente autonomo, ma ciò presuppone un background solido per non andare incontro ad errori ed investimenti sbagliati che potrebbero scoraggiare. Le attrezzature fondamentali per un microbirrificio comprendono l’impianto di produzione, i fusti ed i lavafusti, una cella frigorifera, un magazzino per lo stoccaggio del materiale di produzione e l’eventuale macchinario per l’imbottigliamento. I costi sono variabili anche perché, per risparmiare, si potrebbe ricorrere ad attrezzature usate.

Come iniziare

Questo settore è regolamentato da norme specifiche poiché prevedere la produzione e la vendita di birra destinata al pubblico. Un micro birrificio è tale se la produzione di birra non supera i 10.000 hl ogni anno. Il primo passo da fare per avviare l’attività è la stesura di un business plan in grado di fornire un chiaro dettaglio delle spese e dei ricavi, oltre che delle strategie di marketing e della presenza di eventuali competitor. Poi è necessario ottenere il nulla osta da parte della Asl di competenza e l’autorizzazione da parte dell’agenzia delle dogane, in particolare dell’ufficio tecnico – finanze, per le accise sulle bevande alcoliche. Inoltre è necessario che una persona del gruppo possegga il certificato di somministrazione bevande ed alimenti, rilasciato dalla regione. Per chi è alle prime armi, potrebbe risultare utile farsi assistere da società specializzate negli adempimenti fiscali e normativi, approfondendo qui https://www.comeaprireunmicrobirrificio.it

Strategie di marketing

Attualmente la concorrenza in questo settore è abbastanza dura, ma ciò non deve scoraggiare ad aprire un microbirrificio, anzi. Ciò che conta è, come sempre, la qualità perché i consumatori sono diventati più consapevoli su ciò che bevono o mangiano e fanno delle scelte ponderate. Il brewpub potrebbe essere la scelta vincente per rendere la propria birra un prodotto di nicchia e quindi ricercato. Il segreto è trovare la formula giusta, abbinando un locale piacevole ad un cibo caratteristico, che ben si accompagni al tipo di birra prodotta. Degustazioni, eventi periodici e show cooking, poi, potrebbero fare la differenza rispetto alla concorrenza.

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Ultimo aggiornamento il Ottobre 1, 2022 2:57 am

Le migliori birre in Campania

Le nostre terre sono famose per tantissimi prodotti, e anche la birra non è da meno.

In particolare, per quanto riguarda la Campania, sono tantissime le specialità che si aggiudicano, ogni anno, premi e riconoscimenti.

Così come si possono individuare i migliori vini della Campania, acquistati in tutto il mondo, anche le migliori birre della Campania si fanno riconoscere.

Giurie e riconoscimenti per le migliori birre in Campania

Si può iniziare la carrellata relativa ai prodotti campani dedicati agli amanti della birra con quelli che sono stati i risultati de la “Birra dell’anno”. Questo concorso, che ogni anno viene organizzato dall’associazione di categoria dei birrifici italiani Unionbirrai, ha potuto esaminare quasi duemila birre conferendo numerosi premi ai birrifici artigianali del territorio campano.

Riconoscimenti particolari sono stati conferiti, innanzitutto, alle birre Wild Saison Lambicus e Belle Saison realizzate dal Birrificio dell’Aspide che si trova a Roccaspide, in provincia di Salerno e che appartengono alle categorie delle birre ad alta fermentazione, con ispirazione per gusto e produzione determinate dalla tradizione belga.

Per la categoria delle birre affumicate, un ottimo secondo posto è stato assegnato alla Smoky Eye, prodotta dal birrificio artigianale Lievito & Nuvole di Avella, in provincia di Avellino.

Per chi ami le birre della categoria Strong Ale il consiglio è quello di provare la Tramalti del microbirrificio Okorei di Mariglianella, mentre per chi sia un amante delle birre realizzate con uve bianche, la proposta è quella della birra Aspirinia del Birrificio Karma di Alife.

Le categorie più amate tra le migliori birre in Campania

Oltre alle singole birre che abbiamo citato, sono presenti delle categorie nelle quali il nostro Paese in generale, e la Campania in particolare, è davvero riconosciuto in tutto il mondo.

Infatti, sono state prodotte tantissime birre di ottima qualità nelle categorie delle American Pale Ale e anche delle India Pale Ale.

Queste birre sono state spesso reinterpretate dai produttori e dai birrifici campani, per aggiungere sapori e fragranze che non solo le rendessero più interessanti, ma che sapessero anche far affezionare tutti gli amanti delle tradizioni che siano in cerca di nuove “emozioni”.

Inoltre, una delle categorie di birre nelle quali è stato maggiormente possibile registrare delle iscrizioni numerose, aumentate rispetto allo scorso anno, è stata quella delle Brut Ipa.

Queste sono conosciute per essere particolarmente “secche” e per questo motivo vengono spesso chiamate anche “birre champagne”.

I riconoscimenti di Slow Food

Oltre alle premiazioni legate alle manifestazioni settoriali, le migliori birre in Campania sono state riconosciute più volte anche da Slow Food, che ogni anno si occupa di stilare un elenco delle birre che possono non solo farsi amare dagli estimatori, ma che sono anche pregiate per i propri ingredienti e per le modalità di produzione.

Così, vi si trovano le “Birre Slow” come la Centesimale del birrificio Karma di Alife, la Once Upon a Time Botte di Amarone del birrificio il Chiostro di Nocera Inferiore, e la già citata Belle Saison del Birrificio dell’Aspide.

Slow Food, infine, cerca anche di premiare coloro che creano quelle che vengono indicate come birre quotidiane, leggere e in grado di accompagnarsi a diversi tipi di pasto e di pietanza.

Così, rientrano in questa categoria la Parthenope del Birrificio Sorrento di Massa Lubrense, la Nefeli, del Birrificio Bella ‘Mbriana di Nocera Inferiore, la Blonde del Birrificio dell’Aspide e la Kölsch, prodotta dal birrificio Saint John’s di Faicchio.

Per chi, quindi, cerchi una grande birra queste sono sicuramente le migliori birre in Campania.

Tuttavia, anche tutte le altre produzioni locali, soprattutto se realizzate artigianalmente e con metodi di produzione che ne garantiscano il processo di fermentazione, saranno sempre un’ottima scelta.