Le migliori birre in Campania

Le nostre terre sono famose per tantissimi prodotti, e anche la birra non è da meno.

In particolare, per quanto riguarda la Campania, sono tantissime le specialità che si aggiudicano, ogni anno, premi e riconoscimenti.

Così come si possono individuare i migliori vini della Campania, acquistati in tutto il mondo, anche le migliori birre della Campania si fanno riconoscere.

Giurie e riconoscimenti per le migliori birre in Campania

Si può iniziare la carrellata relativa ai prodotti campani dedicati agli amanti della birra con quelli che sono stati i risultati de la “Birra dell’anno”. Questo concorso, che ogni anno viene organizzato dall’associazione di categoria dei birrifici italiani Unionbirrai, ha potuto esaminare quasi duemila birre conferendo numerosi premi ai birrifici artigianali del territorio campano.

Riconoscimenti particolari sono stati conferiti, innanzitutto, alle birre Wild Saison Lambicus e Belle Saison realizzate dal Birrificio dell’Aspide che si trova a Roccaspide, in provincia di Salerno e che appartengono alle categorie delle birre ad alta fermentazione, con ispirazione per gusto e produzione determinate dalla tradizione belga.

Per la categoria delle birre affumicate, un ottimo secondo posto è stato assegnato alla Smoky Eye, prodotta dal birrificio artigianale Lievito & Nuvole di Avella, in provincia di Avellino.

Per chi ami le birre della categoria Strong Ale il consiglio è quello di provare la Tramalti del microbirrificio Okorei di Mariglianella, mentre per chi sia un amante delle birre realizzate con uve bianche, la proposta è quella della birra Aspirinia del Birrificio Karma di Alife.

Le categorie più amate tra le migliori birre in Campania

Oltre alle singole birre che abbiamo citato, sono presenti delle categorie nelle quali il nostro Paese in generale, e la Campania in particolare, è davvero riconosciuto in tutto il mondo.

Infatti, sono state prodotte tantissime birre di ottima qualità nelle categorie delle American Pale Ale e anche delle India Pale Ale.

Queste birre sono state spesso reinterpretate dai produttori e dai birrifici campani, per aggiungere sapori e fragranze che non solo le rendessero più interessanti, ma che sapessero anche far affezionare tutti gli amanti delle tradizioni che siano in cerca di nuove “emozioni”.

Inoltre, una delle categorie di birre nelle quali è stato maggiormente possibile registrare delle iscrizioni numerose, aumentate rispetto allo scorso anno, è stata quella delle Brut Ipa.

Queste sono conosciute per essere particolarmente “secche” e per questo motivo vengono spesso chiamate anche “birre champagne”.

I riconoscimenti di Slow Food

Oltre alle premiazioni legate alle manifestazioni settoriali, le migliori birre in Campania sono state riconosciute più volte anche da Slow Food, che ogni anno si occupa di stilare un elenco delle birre che possono non solo farsi amare dagli estimatori, ma che sono anche pregiate per i propri ingredienti e per le modalità di produzione.

Così, vi si trovano le “Birre Slow” come la Centesimale del birrificio Karma di Alife, la Once Upon a Time Botte di Amarone del birrificio il Chiostro di Nocera Inferiore, e la già citata Belle Saison del Birrificio dell’Aspide.

Slow Food, infine, cerca anche di premiare coloro che creano quelle che vengono indicate come birre quotidiane, leggere e in grado di accompagnarsi a diversi tipi di pasto e di pietanza.

Così, rientrano in questa categoria la Parthenope del Birrificio Sorrento di Massa Lubrense, la Nefeli, del Birrificio Bella ‘Mbriana di Nocera Inferiore, la Blonde del Birrificio dell’Aspide e la Kölsch, prodotta dal birrificio Saint John’s di Faicchio.

Per chi, quindi, cerchi una grande birra queste sono sicuramente le migliori birre in Campania.

Tuttavia, anche tutte le altre produzioni locali, soprattutto se realizzate artigianalmente e con metodi di produzione che ne garantiscano il processo di fermentazione, saranno sempre un’ottima scelta.

La birra degli antichi: bevuta da sumeri, egiziani e romani

Oggi è usanza comune bere birra per svagarsi o per rinfrescarsi un minimo, ma in antichità per vari popoli la birra costituiva parte integrante della dieta, nonché in alcuni casi un utile strumento usato nei riti e pratiche del divino.

La birra infatti, così come il vino (ancora si discute su quale fra le due bevande sia la più antica), ha delle origini molto remote nel tempo e le sue tracce passate sono giunte sino a noi anche da periodi molto lontani.

Nella grotta di Raqefet, situata nei monti Carmel, nell’alta galilea, pare siano state ritrovate tracce di birra, forse consumata durante cerimonie religiose o feste rituali dai natufiani, resti comunque risalenti a circa 13000 anni indietro rispetto al nostro tempo.

La prima birra prodotta già 5000 anni fa

La birra era, molto anticamente, nota anche ai cinesi, che producevano una varietà dalla fermentazione del riso già più di 5000 anni fa.

In Mesopotamia i sumeri adoravano la dea ninkasi, ovvero la “dea protettrice della birra”, a cui era consacrato anche l’alcol in generale. La birra è citata anche all’interno di un poema sumerico, sempre in onore della dea Ninkasi, contenente la più antica ricetta mai giunta sino a noi più antica della birra.

Precisamente, il poema è scritto in lingua sumera sopra tavole d’argilla, e risale probabilmente al 1800 a.C.; Ninkasi è una dea donna, infatti presso i sumeri erano più che altro le donne a essere incaricate di produrre la birra, assieme alla produzione del pane.

La birra per i sumeri probabilmente aveva una seconda funzione oltre a quella rituale, costituita dalla funzione di conservazione dei cereali, appunto la birra.

Un altra opera letteraria sumera in cui è citata la birra è la famosa epopea di Gilgamesh, dove Enkidu, il selvaggio, a cui viene data per la prima volta da bere.

La consistenza delle birre sumere era più vicina a quella di una sorta di pappa, un miscuglio acquoso più denso rispetto a quello a cui siamo abituati oggi, spesso con numerosi granuli sul fondo.

Una caratteristica interessante e poco nota è che i sumeri usavano una sorta di primitive cannucce, spesso fatte in metallo e decorate con pietre e ornamenti di vario genere, per consentire la bevuta della birra senza l’incappo nei frammenti amari residui dalla fermentazione della bevanda.

Anche gli egizi avevano una lunga tradizione come mastri birrai, addirittura risalente a oltre 5000 anni fa. Era pratica giornaliera per i faraoni bere birra, solitamente realizzata con orzo; la birra non era solo un elemento importante delle classi più potenti: pare infatti che ai lavoratori delle piramidi, e in particolare ai lavoratori delle piramidi di Giza, venisse data come ristoro una grande quantità di birra giornaliera (alcuni litri a testa).

Anche nel caso dell’Egitto la birra era associata a un dio, in particolare al culto di Osiridie.

Per la birra dell’antico Egitto veniva spesso impiegato anche il farro, che a differenza dell’orzo produceva una birra con meno necessità di filtraggio, in quanto scarsamente dotata di residui di fondo. Per realizzare la birra dell’antico Egitto si impiegavano lieviti provenienti da vino di datteri; il composto da far fermentare era posto in vasi argillosi, preventivamente trattati con cenere per evitare infezioni.

Nel mondo romano la birra era conosciuta col nome di cerevisia, dal nome celtico della bevanda. Sebbene nell’antica roma fosse più popolare il vino la birra aveva un buon numero di consumatori fedeli, specialmente in mezzo ai legionari romani, come testimoniato dalle corrispondenze scritte tra ufficiali romani in ambito militare.

Mentre presso le legioni, specie dopo il primo secolo dopo cristo, la birra aveva ottenuto qualche successo, nella città romane non era tanto apprezzata come bevanda, sebbene conosciuta.

Plinio il Vecchio ci parla appunto della birra a Roma e di come, sebbene la bevanda fosse conosciuta, questa non avesse riscosso successo e venisse reputata una bevanda destinata al consumo femminile; tuttavia nelle province imperiali, specialmente dove esisteva già la tradizione antica degli Egizi, la birra continuava a essere consumata con piacere.

La birra analcolica è migliore perché priva d’alcol, ma fa bene?

C’è chi pensa che la birra analcolica fa ingrassare chi invece, sostiene il contrario. Ma qual è la verità sull’argomento? Partiamo dal presupposto che in natura non esiste un alimento che di per se e se consumato in eccesso, non aggravi sulla salute del corpo umano.

La bibita d’eccellenza tedesca e amata in tutto il mondo però, si contraddistingue sia da quella con contenuto alcolico sia per l’altra in assenza di quest’ultima sostanza. Cerchiamo di analizzare i benefici e le sostanziali differente tra le due bevande.

Tutta la verità sulla birra analcolica

Tra le tante curiosità che sussistono in tutto il mondo, quella che forse non immaginerebbe mai chi è in cerca della birra analcolica, è che proprio quest’ultima contenga un po’ di alcol. Ma com’è possibile?

In realtà, nonostante sia venduta come bevanda “priva” di tasso alcolemico, per mantenere i suoi valori iniziali e per far sì che possa mantenere il gusto di una birra tradizionale, i produttori possono utilizzare massimo 1,2% di tasso d’alcolico (8 gradi Plato) previsti dalla Legge italiana.

Chiaramente nonostante la percentuale sia molto minima, la bevanda sarà consigliabile evitarla per quegli individui che seguono un piano alimentare in cui non è previsto alcol (prendendo in esempio il mondo femminile potremmo fare riferimento alle situazioni di gravidanza).

Bibita senza contenuto alcolico: quali sono i vantaggi?

Sono sempre di più quegli utenti che si domandano se la birra analcolica fa male oppure no. Così come abbiamo spiegato precedentemente, anche in questo caso è bene sottolineare che nonostante l’assenza o il bassissimo contenuto d’alcool, l’assunzione va moderata.

Di conseguenza l’importante è non eccedere con il beveraggio di tale bibita. Quello su cui ci teniamo a focalizzarci maggiormente sono i benefici e le proprietà nutrienti della birra analcolica:

  • Idratazione: buona parte di esperti sostengono che chiunque beva un po’ di birra analcolica dopo aver svolto un allenamento fisico, l’idratazione del nostro organismo avrà lo stesso effetto rispetto a quando si beve l’acqua.
  • Poche calorie: un aspetto da non sottovalutare riguarda la differenza calorica. La birra analcolica infatti, ne contiene circa la metà (se non di più). Motivo per cui in un sano regime alimentare ipocalorico è consiglio bere la bevanda senza alcol.
  • Vitamina B: non tutti sanno che la bevanda originaria tedesca contiene tantissime vitamine. Tra quella più importante vi è la B, il quale rinforza l’organismo, il sistema immunitario e creare equilibrio alla salute mentale.
  • Ricca di fibre: anche la birra analcolica viene prodotta con l’orzo che a sua volta possiede la fibra. Il componente alimentare infatti, aiuta e mantiene in forma l’organismo umano. Il problema però, è che per produrre tali benefici, le quantità contenuta nella bevanda sarebbero insufficienti.

In sintesi possiamo affermare che la birra analcolica è più “salutare” rispetto a quella classica con tassi alcolemici medio – bassi. Va ricordato altresì, che l’utilizzo dovrà rispettare i limiti consentiti dal buon senso umano, senza eccedere con la sua consumazione.

La birra va via dai vestiti? Ecco come togliere ogni macchia

In compagnia di qualche amico e di una birra, non è raro che per motivi di cui non tutti ricordano possa accadere che la bevanda alcolica finisca sui vestiti o peggio ancora sul divano dei propri genitori. Ma qual è il rimedio per eliminare ogni traccia e macchia?

Fortunatamente la soluzione esiste per ogni tessuto, ma soprattutto anche per quei materiali il cui lavaggio a volte risulta estremamente difficile. Cercheremo quindi, di ipotizzare una serie di casi poiché l’effetto della bibita riversata sull’abbigliamento può cambiare di situazioni in situazioni.

Chiazze di birra ovunque: rimediamo subito

Che sia successo a ferragosto o durante una semplice serata di divertimento poco importa, perché l’unica cosa che conta realmente è togliere la macchia di birra artigianale mora o bionda che sia, dai vestiti o dal tessuto del divano di casa.

Le soluzioni sono tutte differenti tra loro e cambia in base al materiale da ripulire:

  • Abiti di cotone: senza dubbio quest’ultimo è il materiale nemico d’eccellenza della birra. La chiazza va affrontata tempestivamente immergendo il jeans o la maglietta in acqua piuttosto tiepida e versare il detersivo che viene adoperato per il bucato a mano.

    In assenza di quanto detto, un’altra soluzione è quella di versare un po’ d’acqua gasata direttamente sul danno in evidenza.

  • Capi in seta: dal momento in cui stiamo trattando un tessuto altamente pregiato, il consiglio è quello di rivolgersi ad una lavanderia di fiducia. Per i più coraggiosi, la soluzione sarebbe quella di provare a togliere la macchia di birra con acqua e alcool. Ma noi lo sconsigliamo vivamente.
  • Indumento di lana: l’operazione va fatta nel più breve tempo possibile. Sarà essenziale inzuppare una pezza con il composto d’alcool e attendere qualche minuto per poi sciacquarlo sotto acqua corrente.

    Una volta asciugato (parzialmente) sarà altrettanto importante versare la famosa “polvere bianca” meglio conosciuta come talco. Una volta attesi un paio di minuti, quest’ultima andrà rimossa con una spazzola in setole naturali.

Birra versata sul divano? Niente paura

La macchia di birra sul divano potrebbe richiedere più tempo rispetto ai vestiti, ma l’importante è agire senza pensarci due volte. Anche in questo caso sarà essenziale munirsi di una pezza con abbondante acqua tiepida e gettarla sul punto macchiato.

Successivamente asciugare con il phon (tenuto ad opportuna distanza). Un altro problema non indifferente potrebbe riguardare il cattivo odore rilasciato dalla bevanda alcolica. Sia per i vestiti (dipende il materiale) che per il divano, l’utilizzo del bicarbonato può far passare la puzza.

Qualora la birra fosse “vecchia” quindi di tempi addietro, il consiglio è quello di non rimuovere dopo qualche minuto il sale di sodio dell’acido carbonico, bensì di lasciarlo agire per tutta la notte.

1,88€
1,99
disponibile
1 nuovo da 1,88€
Amazon.it
Spedizione gratuita
1,67€
1,99
disponibile
1 nuovo da 1,67€
Amazon.it
Spedizione gratuita
12,39€
21,40
disponibile
6 nuovo da 12,39€
Amazon.it
Spedizione gratuita
1,99€
disponibile
1 nuovo da 1,99€
Amazon.it
Spedizione gratuita
22,15€
disponibile
6 nuovo da 14,64€
Amazon.it
8,60€
disponibile
6 nuovo da 8,60€
Amazon.it
Spedizione gratuita
Ultimo aggiornamento il Giugno 15, 2019 7:38 pm

Qual è la migliore birra tedesca? Lista delle marche più buone

Chi viaggia in Germania spesso si chiede “qual è la migliore birra tedesca?”. La bibita alcolica è certamente l’eccellenza di ogni città tedesca. I sostenitori della bevanda a base di malto d’orzo sanno certamente che la sua produzione è ben superiore anche a quelle belghe o inglesi.

In città è difficile fare una cernita dei negozi ma soprattutto dei birrifici che si occupano dell’ingrosso di birre tedesche. Per questo motivo abbiamo pensato a stilare una classifica, delle marche migliori e ritenute molto più buone di tutte le altre.

Le 5 migliori marche di birre tedesche

Tutte le marche migliori appena citate sono quelle elenco. Ciascuna birra ha una particolarità: da quella prodotta in un piccolo birrificio a conduzione familiare a quelle più amare per la bassa graduazione di alcool.

Anche le bevande alcoliche per essere classificate come “migliori” vanno assaggiate ma soprattutto accompagnate da determinati cibi. Chiaramente anche in questo caso va fatta distinzione con le birre artigianali.

Birra lager tedesca: perché è la migliore?

La birra lager tedesca è conosciuta in tutto il mondo. A distinguerla dalle altre è la sua fermentazione molto bassa. La bevanda va bevuta rigorosamente fredda, la temperatura infatti non dev’essere né inferiore e né superiore ai 6° o 7°.

La caratteristica della birra lager sta nel suo basso volume d’alcool. Proprio per via di quest’ultimo processo il sapore che si sentirà una volta bevuta sarà come mangiare pane, cereali, miele e malto. Una combinazione perfetta solo per buoni intenditori.

Meta description: La birra tedesca rientra senza dubbio tra le migliori in tutto il mondo. Ma quali sono le marche più buone?

Bere birra artigianale fa bene: quali sono i benefici?

Non si tratta di leggende metropolitane, bensì degli studi specifici sui benefici della birra artigianale. Al contrario di quanti molti possano pensare, chi beve alcool (una volta tanto) non solo migliora il suo aspetto ma tutela anche la salute del cuore.

La bibita alcolica realizzata con prodotti fai-da-te, sia in privato che da birrifici medio-piccoli viene definita appunto, artigianale. Rispetto a quella tradizionale, quest’ultima grazie alle sue proprietà benefiche, farebbe bene al nostro corpo.

Food and Chemical Toxicology afferma: la birra artigianale è sana

Un vecchio studio da parte di Food and Chemical Toxicology risalente all’anno 2008, sostiene che la birra artigianale sarebbe molto più sana rispetto a quelle classica. Ma allora, qual è la differenza tra le due birre alcoliche?

In realtà i vantaggi sarebbero essenzialmente quattro, tutti connessi chiaramente all’uso moderato del beveraggio. Chiaramente bere birra tutte le sere non produrrebbe alcun beneficio, bensì possibilità di malori e danni al fegato.

La birra artigianale è ricca di sali minerali e vitamine

Tra le proprietà migliori della birra artigianale vi è senza dubbio, la vitamina B. Un elemento essenziale per garantire un buon equilibrio al sistema nervoso. Altri componenti quali calcio , fosforo, potassio, magnesio e iodio aiutano perfino il metabolismo e la digestione.

Restando sempre di “artigiano”, un altro fattore non meno importante è la presenza dei cereali, altrettanto importanti per l’organismo dell’uomo.

Un rimedio contro l’osteoporosi e l’Alzheimer

La birra artigianale previene perfino due malattie, l’osteoporosi e l’Alzheimer. Come ci riesce? Nel primo caso, grazie alla protezione nei confronti della densità minerale contenuta nelle ossa.

Mentre per far sì che un individuo non venga colpito dalla demenza di Alzheimer, il lavoro più consistente lo fa l’elemento chimico contenuto sulla birra artigianale, ovvero il silicio. Proprio quest’ultimo evita l’assorbimento e riduce notevolmente l’alluminio che si depositerebbe nell’intestino.

Ancora dubbi sul perché bere birra artigianale faccia bene? L’ultima chicca riguarda la quantità d’acqua presente in essa. La percentuale è pari al 93%, per non parlare della riduzione degli zuccheri rispetto a tutti gli altri “soft drink”, secondo il quale, la quantità sarebbe ben superiore.

Liquori fatti in casa; ecco come misurare il grado alcolico

Si sa, l’uomo non può vivere solo di birra alla zucca 🙂

Quindi se siete amanti delle produzioni fai da te di liquori e vi state cimentando nella loro produzione oggi vogliamo offrirti qualche consiglio sulla scelta del migliore alcolometro per liquori.

Alcolometro per liquori, ecco quale scegliere

La misurazione del grado alcoli avviene con un metodo semplicissimo per i liquori secchi, basta inserire l’alcolometro in un bicchiere graduato e una volta che l’asta si stabilizza potrete calcolare il volume alcolico del vostro liquore.
Ricordatevi però che il calcolo del volume alcoli va anche in base alla temperatura del liquido, se poi la temperatura supera i 20° dovrete per ogni grado aggiungere 0.2% vol se invece la temperatura è sotto per ogni grado dovrete togliere o.2% vol.
Una misurazione che avviene facilmente grazie al classico alcolometro in vetro che inserito consente di quantificare la gradazione.

La tecnolgoia si è avvicinata a questo modo in modo rapido e l’alcolometro in vetro è stato sostituito da quello digitale che in pochi secondi riesce a segnalare il volume in poco tempo.

Ecco la formula matematica per calcolare la gradazione alcolica del tuo liquore fatto in casa

Anche se rimaniamo senza strumenti non siamo sicuramente rovinati, esiste una formula matematica per calcolare la gradazione alcolica dei liquori fatti in casa, grazie a questa formula potrete ricavare il volume alcolico dei nostri liquori homemade.

Ricordatevi che ogni chilogrammo di zucchero va contanto come 1.6 kg di zucchero = 1 Litro.

Quindi:

1 Litro di acqua
1 Litro di Alcool
1 Litro ( Calcolate di aver aggiunto 1.6 chilogrammi di zucchero )

Quindi 3 Litri di liquido in totale da usare nel calcolo.
Va quindi inserita la gradazione dell’alcool aggiunto
Quindi 95° in questo caso e la formula dovrà uscire cosi:

95×1000/3000 = Circa 31°

Una volta ricavata la nostra gradazione potremo vantarci con i nostri colleghi ed amici della distilleria perfetta che siamo riusciti a ricreare nella nostra cantina.

9,99€
11,89
disponibile
2 nuovo da 9,99€
1 usato da 9,18€
Amazon.it
Spedizione gratuita
15,90€
disponibile
2 nuovo da 14,80€
Amazon.it
Spedizione gratuita
14,99€
disponibile
1 nuovo da 14,99€
Amazon.it
Spedizione gratuita
12,95€
20,52
disponibile
1 nuovo da 12,95€
Amazon.it
Spedizione gratuita
25,95€
43,09
disponibile
1 nuovo da 25,95€
Amazon.it
Spedizione gratuita
Ultimo aggiornamento il Giugno 11, 2019 1:41 pm

Ecco i migliori spillatori per la birra refrigerati

Il sogno di ogni amante della birra è sicuramente quello di spillare la birra in casa, e per far questo esistono ormai molti spillatori a poco prezzo che ci consentono di spillare la birra già refrigerata.

Spillatori per la birra in casa

Una volta il prezzo di uno spillatore per la birra era veramente proibitivo, sia per via della sua installazione sia per la manutenzione obbligatoria da fare ogni tot giorni, sopratutto se la usiamo qualche volta al mese durante le grigliate con gli amici.

Ovviamente per avere lo spillatore che rinfresca la nostra birra in uscita dovrete avere nelle vicinanze una presa della corrente per tenere la macchina in uso.

Esiste ormai una linea completa di spillatori di birra da poter utilizzare in casa e molte case di produzione di birra hanno iniziato a produrre i fusti adatti a questi tipi di spillatori.

La scelta di un ottimo spillatore della birra da tenere in casa è sicuramente da far ricadere sulla tipologia di birra che può essere inserita, cercate quindi di scegliere uno spillatore che abbia una linea completa di fusti delle migliori marche che amate anche perchè ogni spillatore ha la possibilità di inserire solo determinati tipi di fusti.

Klarstein Skal lo spillatore elegante

Sicuramente stiamo parlando di uno degli spillatori per birra più eleganti in commercio. Lo stile e il design di lavorazione lo rendono adatto alla sua presenza in ogni salotto anche se magari non lo utilizziamo spesso.
La forma da classica spillatore da bar lo rende carino e molto comodo nel suo utilizzo e nella sua pulizia. La capienza è la classica per i fusti da 5 l e il kit comprende anche l’adattatore Heineken e la cartuccia CO2.
Il sistema di raffreddamento interno dello spillatore cosente una spillatura da 2c° a 12c° per avere la migliore temeperatura in base alla birra inserita.

Spillatore per la birra Philips Perfect Draft HD3720/25

Anche una grossa azienda come Philips scende nel settore degli spillatori della birra domestica con un prodotto di pura tecnologia.
Questa macchina funziona con fusti appositi da 6l e nella presentazione viene garantita la conservazione del fusto una volta aperto anche per 30 giorni, ovviamente a macchina accesa.
Per questo tipo di spillatore c’è una serie non troppo ampia di fusti anche per via dei 6 litri al posto dei classici 5l come da mercato.
Un ottimo prodotto di Desing che però si posiziona per via del prezzo ad un livello superiore di vendite e di spesa

The Sub, lo spillatore orizzontale

The Sub è sicuramente uno spillatore per birra molto originale. Si differenzia dai colleghi per la predisposizione orizzontale nella spillatura.

Per questo modello sono stati creati diversi modelli personalizzati sui vari brand di birra tra cui Heineken e Birra moretti. A differenza dei sui colleghi il The Sub contiene fusti a capsula da 2 litri l’uno, quindi un’ottimo spillatore adatto anche a piccole cene. Molto comoda questa particolarità dei due litri, molte volte un fusto è molto sconveniente per via dei litri di birra che ogni volta non riusciamo a consumare e molte volte siamo costretti a buttare.

Avere quindi uno spillatore per la birra refrigerato in casa non è affatto una impresa impossibile, basta un minimo di spazio per poter conservare lo spillatore sempre accesso nel caso il fusto sia inserito.

Ovviamente gli spillatori hanno bisogno di una manutenzione e pulizia regolare per evitare di intaccare la qualità della birra a lungo andare. Nel caso di alcuni spillatori che richiedono canule d’inserimento molti fusti ne comprendono una monouso per evitare contaminazioni e batteri dovuti alla rimanenza degli zuccheri della birra.

139,99€
299,00
disponibile
3 nuovo da 139,99€
5 usato da 110,11€
Amazon.it
Spedizione gratuita
273,80€
349,99
disponibile
1 nuovo da 273,80€
Amazon.it
Spedizione gratuita
129,00€
169,00
disponibile
5 nuovo da 129,00€
2 usato da 100,58€
Amazon.it
Spedizione gratuita
Ultimo aggiornamento il Giugno 12, 2019 9:07 am

La birra senza glutine; Ecco come nasce

Con l’aumentare delle allergie alimentari anche le industrie del bere hanno dovuto adattarsi alle esigenze degli utenti che in molti avevano iniziato ad abbandonare le birre per ovvi problemi di intolleranza. In Italia verso la fine del 2019 sono stati censiti circa 198.000 abitanti affetti da celiachia, quindi era logico che anche i produtorri di birra si avvicinasserò rapidamente al settore del senza glutine.


Birra senza glutine; Ecco come nasce

La normativa vigente in Italie e in Europa impone che per essere chiamata ” Birra senza Glutine ” non deve essere oltre i 20 ppm ( Parti per Milione ) quindi a volte anche la birra senza glutine può essere pericolosa per gli intolleranti al glutine più sensibili.

Anche se esistono diversi modi per produrre la birra senza glutine, i due maggiormente usati dalle case di produzione sono questi.

1 ) Metodo Enzimatico

Molti produtorri di birra senza glutine aggiungono alla fine della produzione un ezima che si occupa di rompere la Gliadina, la componente che attiva la risposta immunologica negli intolleranti al glutine. Quindi l’aggiunta di questo enzima che non modifica ne va a variare il gusto e la conformazione della birra si rende necessario per poter produrre in sicurezza questa birra senza glutine.

2) Uso di un malto senza glutine

In questo secondo caso si utilizzano dei malti adatti ai celiaci come riso, miglio, amaranto, quinoa, mais, sorgo e grano saraceno.
Ovviamente in questo caso il sapore finale della birra può cambiare leggermente e andare a modificare un pò il sapore finale ma sta in questa la bravura del mastro birraio nel bilanciare i sapori e il risultato finale. L’orzo è veramente difficile da sostituire perchè elemento fondamentale anche nella fermentazione della birra. Molte volte a tutti i cereali sopra viene preferito il sorgo per le caratteristiche più vicine all’orzo.

Anche se questi sono i due metodi più usati, per il primo rimane la possibilità di una leggera contaminazione del glutine rimasto durante la deglutinizzazione quindi se siamo a cena con un intollerante al glutine molto sensibile è preferibile dargli la birra realizzata con cereali senza glutine.

Birra senza glutine fatta in casa

Molti di noi producono la propria birra in casa, con diversi malti e diverse concentrazioni di sapori che sono particolari che molte volte non puoi trovare in commercio.

Ma se un intollerante al glutine volesse produrre la propria birra in casa?

Niente di più facile, per produrre la birra in casa senza glutine basta sostituire l’orzo con il Sorgo, questo ingrediente viene comunemente usato nella produzione della birra senza glutine.

In commercio esistono molti Kit già pronti per la preparazione della birra senza glutine in casa come quelli che potete trovare a questo link.

Ovviamente se siete intolleranti al glutine fate molta attenzione a produrre da voi la birra se non comprate kit per la birra senza glutine più che garantiti, state attenti anche se la birra che avete preparato la servite ad un intollerante, molte volte piccole contaminazioni possono portare a grossi guai.

62,00€
68,35
disponibile
5 nuovo da 62,00€
Amazon.it
49,90€
59,90
disponibile
1 nuovo da 49,90€
Amazon.it
Spedizione gratuita
45,89€
disponibile
12 nuovo da 41,50€
Amazon.it
34,90€
disponibile
1 nuovo da 34,90€
Amazon.it
Spedizione gratuita
69,00€
disponibile
1 nuovo da 69,00€
Amazon.it
Ultimo aggiornamento il Maggio 27, 2019 8:47 am

Birra alla Zucca

Nel periodo di Hallowen possiamo vedere zucche ovunque, ma se la zucca non ti piace solo decorarla ma vuoi anche berla allora vi consigliamo di provare la birra alla zucca, una novità particolare del pianeta birra.

La birra alla zucca e la sua nascita

Stiamo parlando di un prodotto molto particolare, la zucca si sposa amorevolmente al luppolo sopratutto se stiamo parlando di una birra artiginale leggermente affinata in botte.

Le birre alla zucca si classificano come birra stagionale sfruttando il fatto che la zucca si può trovare prevalentamente in questa stagione.

La birra viene prodotta aggiungendo poi pezzi di zucca nel caso di una produzione veramente artiginale e poi tolta nel momento del’imbottigliamento. Nel caso di birre meno artiginali potrete trovare dentro o della classica purea di zucca o aromi artificiali.

La zucca inserita nella birra ha però bisogno di un sostegno durante la sua fermentazione, è possibile aggiungere le classiche spezie come se fosse una preparazione culinaria. Si sposano benissimo con la birra alla zucca nella sua fermentazione cannella, chiodi di garofano, noce moscata, zenzero macinato e pimenti. Stiamo parlando di una birra con un sapore particolare che si sposa bene a carni piuttosto saporite e alla griglia.

La birra alla zucca è difficilmente reperibile in Italia nelle attività, bisogna quindi affidarsi a reperirla su store online o in negozi di settore.

La birra alla zucca e gli abbinamenti in cucina

Essendo una birra molto particolare non è sicuramente adatta a tutti gli utilizzi in cucina.
Premesso che prima di darvi questi consigli abbiamo sperimentato alcuni abbinamenti, alcuni veramente azzeccati sia nella preparazione sia nella degustazione. Ma alcuni veramente ci hanno lasciati stupiti da quanto può essere tremenda una birra abbinata ad un piatto sbagliato, quindi vogliamo ricapitolare con voi i migliori abbinamenti.

Birra alla zucca e pollo

Il pollo come nella maggior parte dei casi si sposa benissimo con la zucca e quindi la birra alla zucca può essere impiegata nell’utilizzo sia come liquido in fase di cottura sia come birra da accompagnamento di un buon pollo arrosto o alla brace viva.
Ricordatevi sempre che il gusto della birra è piuttosto dolce quindi controllate sempre il livello di salatura della carne prime di avere un prodotto prevalentemente dolce.

Zucca, Birra e carne di Maiale

Il maiale non sempre si sposa bene con la zucca, prevalentemente sono due sapori che non si sposano benissimo per via della dolcezza della carne di maiale se non correttamente arrostita. In questo caso la birra alla zucca può essere impiegata come liquido per la marinatura, le sue noti dolciastre e speziate possono rendere la crosta del vostro maiale molto appetitoso. Cercate di far prevalere la cottura alla griglia o in affumicatore in modo da far arrostire al meglio la marinatura e da togliere tutte le parti dolci e sulla crosta.

Pesce e zucca, un abbinamento che non ci piace

Prendete sempre quello che scriviamo come una opinione personale, ma in tutti gli abbinamenti che abbiamo provato tra birra con la zucca e pesce non abbiamo mai trovato un piatto che ci soddisfi.

Anche con la trota affumicata la birra non si è amalgamata e anche in degustazione non ci ha lasciato pienamente soddisfatti. Quindi il nostro consiglio rimane quello di affidarsi a consumare la birra alla zucca con carne bianca e possibilmente arrosto o con cuttere violente che possano dare uno shock agli zuccherri della birra.

Ultimo aggiornamento il Giugno 12, 2019 9:07 am