Codici Sconto BIRRAINBO… che il gustoso viaggio abbia inizio!

Una serie infinita di colori e sapori provenienti da tutto il mondo. Storie di Generazioni e di Tradizioni che trovano la loro massima espressione in un boccale o in una coppa, dove le labbra toccano la morbida schiuma per assaporare tutto il gusto della “Bionda” più famosa di sempre. Stiamo, ovviamente, parlando della BIRRA!

Sul nostro sito www.couponesconti.it troverai tantissimi Codici Sconto per la tua Birra preferita o per sperimentare nuovi sapori!

Per gli amanti del Malto e del Luppolo, ecco i CODICI SCONTO PER LA BIRRA

Se sei amante della bevanda dorata per antonomasia, non puoi non dare un’occhiata al portale BIRRAINBO; qui troverai tantissime informazioni utili per distinguere le diverse tipologie di Birra, per scegliere la tua preferita, per conoscere i Benefìci di questo “nettare biondo” che ci allieta il palato con il suo sapore, per conoscere le nuove tecniche di produzione e tanto altro!

E’ un portale da cui si evince facilmente l’esperienza di chi scrive in fatto di malto e luppolo, ed è per questo che CouponeSconti ha scelto BIRRAINBO per una partnership che ti permetterà di risparmiare, grazie a tanti Codici Sconto per le Birre. Preferisci la Chiara o la Doppio Malto? Una dal gusto amaro o speziato? Boccale o Coppa? Non importa, perché da noi troverai Offerte per tutte le tue esigenze!

Le Proprietà benefiche della Birra e i Valori Nutrizionali

Ebbene sì, la Birra non è soltanto un ottimo pretesto per stare in compagnia di amici o una preziosa alleata per tifare la propria squadra del cuore, ma è anche ricca di benefìci! Vediamone alcuni.

Innanzitutto, in questa bevanda paradisiaca è presente una grande quantità di importanti minerali, come potassio, fosforo e magnesio, molto importanti per il benessere del corpo, oltre a contenere grandi quantità di antiossidanti, che combattono i radicali liberi e aiutano a prevenire malattie, anche serie.

E’ chiaro che, è ovvio, la Birra deve essere consumata sempre con MODERAZIONE, ma di certo non è da demonizzare, anzi! Favorisce anche l’abbassamento del colesterolo e aiuta a fluidificare il sangue.

Infine, udite udite… tra le bevande alcoliche, la Birra è quella che meno fa ingrassare! Quindi, lasciati tentare dal gusto e visita il nostro portale Couponesconti, dove troverai tantissimi codici sconto per la Birra. Ormai siamo in piena estate, cosa c’è di meglio che scegliere il proprio gusto preferito ed assaporarlo al fresco del proprio terrazzino?

Le Birre Artigianali e l’Arte di produrle: scopri i nostri Codici Sconto

 BirrainBo è ciò che fa per voi se volete conoscere tutto sulla Birra, sulle sue tipologie e sulle tecniche di produzione. Troverai consigli su come organizzare un originale Matrimonio a tema Birra, troverai dritte su come aprire un microbirrificio e molto altro!

Ma cosa più importante: imparerai a distinguere tra una Pils (birra dal sapore più “pulito”), una Weiss (dal sapore maggiormente agrumato), una IPA (dal sapore più strong) e così via.

Non ti resta che raccogliere tutte le informazioni sul mondo del luppolo e del malto, farti un’idea e venire sul sito di Couponesconti! Boccali, coppe, birre dolciastre, stout, amare, rosse, bionde… l’imbarazzo della scelta!

La Bevanda Dorata per Eccellenza: Curiosità

Se non vedete l’ora di scoprire qualche Curiosità sulla Birra, guardate questo Video! 

5 marchi di birra che devi provare durante il tuo viaggio nella Repubblica Ceca

La Repubblica Ceca produce birra dal X secolo ed è il paese con il più alto consumo pro capite di birra al mondo.

I cechi sono un po’ tradizionali quando si tratta di birre, le birre inglesi non sono molto popolari nel paese e i marchi cechi più famosi si concentrano rigorosamente sulle lager. Ecco cinque birre che dovresti provare durante il tuo viaggio enogastronomico in Repubblica Ceca

Pilsner Urquell

La prima lager chiara al mondo prende il nome da Pilsen, la città della Repubblica Ceca dove era originariamente prodotta (e viene prodotta ancora oggi).

La Pilsner è fatta con malti chiari e acqua dolce. Ha un gusto “luppolato” ben distinto e una gradazione alcolica del 4,5% -5%.

Pilsner Urquell viene servita quasi ovunque, ma se avete la possibilità di visitare la loro birreria originale a Pilsen (circa un’ora fuori Praga) riceverete una doppia sorpresa.

Dal 1993, la Pilsner Urquell è stata prodotta utilizzando cisterne cilindriche in metallo, ma i visitatori della birreria possono anche degustare il “vecchio” tipo, prodotto in barriques aperte e conservato nella cantina del birrificio.

Un ottimo modo per confrontare i gusti e un’esperienza che puoi avere solo nella Repubblica Ceca.

L’indirizzo per provare questa birra vecchia maniera è U Prazdroje 7, 304 97 Plzeň 3, Czechia

Bernard

Birrificio di famiglia risalente al XVI secolo, Bernard subì un’importante ristrutturazione nel 1991, quando nuovi proprietari presero il posto e passarono alla produzione di birra non pastorizzata con metodi tradizionali che prevedevano la maturazione della birra nelle cantine.

Bernard fa la propria cultura del lievito e usa la microfiltrazione per un processo finale di “pulizia” che non influisce sul gusto o sul colore della birra.

Mentre Bernard produce le lager sempre più popolari, producono anche birre e birre aromatizzate.

Le birre Bernard sono famose per essere particolarmente corpose e amare, quindi se sei alla ricerca di una birra forte con molta personalità, questo è il marchio da provare.

Produce anche una deliziona birra gluten free che è tra le più amate tra i viaggiatori  intolleranti al glutine.

La birreria Bernard si trova in U 5. května 1, 396 01 Humpolec, Repubblica Ceca

Matuska

La Matuška è una delle birre più giovani del paese, ma ha già accumulato un serio seguito tra gli addetti ai lavori.

Matuška è una birra artigianale prodotta con la massima pulizia, senza aggiunta di estratti o zuccheri, utilizzando diversi tipi di lieviti e acqua appositamente filtrata per l’occasione.

Matuška produce diverse birre, tra cui birre tipiche e lager piene di corpo.

Se vuoi qualcosa di speciale, prova la loro birra Zlata Raketa (che significa racchetta dorata). Con una gradazione alcolica del 7% e sfumature di agrumi e frutta tropicale, è un’ottima scelta se si desidera qualcosa di più leggero e più dolce della tipica birra ceca.

La birreria Matuska si trova in U Radnice 115, 267 42 Broumy, Repubblica Ceca

Kozel

Kozel (che significa “capra maschio” in ceco) esiste dal 1874. Anche se producono quattro tipi di birra, se si ordina un Kozel, si ottiene una tipica birra chiara con un 4% di alcol in volume (ABV).

Il nome di Kozel deriva dall’aspetto e dall’aspetto della birra, una birra spessa, quasi nera con una schiuma scura, che la rende molto forte e mascolina.

Kozel ha vinto molti premi internazionali ed è il preferito sia dalla gente del posto che dagli espatriati.

La birreria Kozel si trova in Ringhofferova 1, 251 69 Velké Popovice, Repubblica Ceca

Svijany

Svijani viene spesso ignorato dai visitatori che di solito scelgono Kozel e Pilsner Urquell semplicemente perché sono più ampiamente distribuiti e questo è un grosso errore.

Svijani è una delle più antiche birre della Repubblica Ceca. Fondato nel 1534, il marchio è anche speciale perché produce lager non pastorizzati. Questo porta un gusto “vero” unico alla bevanda che lo rende diverso dalle altre birre ceche.

Mentre la maggior parte delle birre nella Repubblica Ceca ha un contenuto alcolico di ABV pari o inferiore al 5%, Svijany produce anche una birra chiara speciale (il Svijany Baron) che contiene il 6,5% di alcol e una speciale birra di frumento.

La birreria Svijany si trova in Svijany 25, 463 46 Příšovice, Repubblica Ceca

Birra: la bevanda dalle proprietà nascoste

La birra è indubbiamente una delle bevande più antiche e onnipresenti nella storia dell’uomo: sembra infatti che le sue radici possano essere datate al tempo dell’Antico Egitto.

Nel corso dei secoli la birra è stata poi perfezionata e prodotta in diversi stili, tra cui i 3 oggi più popolari sono le Lager, le Ale e le Lambic – a fermentazione spontanea.

Oltre ad avere un sapore ottimo e farci passare serate in compagnia e divertimento, questa bevanda gode anche di alcune proprietà e benefici che sembrano però essere poco noti ai più.

Vediamone alcuni qui di seguito.

La birra contiene nutrienti molto importanti

Oltre ad alcol ed acqua, la birra contiene una serie di altri nutrienti che sono di beneficio al nostro organismo.

Tra i minerali possiamo infatti sottolineare l’elevata presenza di calcio, ferro, magnesio, fosforo, potassio, zinco e perfino selenio.

Ma quello che colpisce è il grande contenuto di antiossidanti che permette di combattere i radicali liberi ed addirittura contrastare la comparsa di alcuni tipi di cancro.

Queste sostanze sono donate alla birra principalmente dal malto e dalle varie infusioni di luppolo che vengono effettuate durante il processo di produzione: questo significa che quelle più ricche di antiossidanti sono anche quelle con più luppolo e dai sapori più amari, come le ora in moda IPA – e per favore, si legge “ai – pi – ei” e non “ipa”. Ovviamente la parola d’ordine in questo caso è “moderazione”. Come per molte altre bevande da noi consumate che possono portare benefici per la nostra salute – si pensi ad esempio ai benefici del caffè – è facile esagerare nel consumo ed annullare gli effetti benefici a favore di quelli negativi.

La birra aiuta ad abbassare il colesterolo

La birra ha la capacità di alzare il livello del nostro colesterolo cosiddetto buono: questo dona una protezione preventiva contro la formazione di placca nelle nostre arterie.
Le fibre contenute in questa bevanda riescono inoltre a far abbassare il colesterolo cattivo, donando così un duplice effetto.

La scoperta è stata fatta dall’ American Heart Association, studiando un campione di ben 80000 persone che fanno di questa bevanda un regolare consumo.

La birra fa bene al cuore

Questa volta lo studio viene direttamente dalla Germania, uno dei Paesi che gode di uno dei consumi più ingenti di questa amata bevanda.

L’azione benefica per il cuore che si ottiene con la birra è dovuta principalmente a due fattori:

  • L’alcol ha un effetto fluidificante sul sangue. Questo aiuta a prevenire la formazione di coagulazioni che sono responsabili di ictus, riducendone il rischio fino al 40% !
  • La birra inoltre riesce a contrastare l’infiammazione delle arterie dovuta a specifiche proteine bloccando la loro azione

La birra ha poche calorie?

A discapito di quanto spesso si tende a credere, la birra non fa ingrassare e tra le bevande alcoliche è anzi quella che ha un minor apporto calorico.

Questo si aggira infatti tra un minimo di 28 fino ad un massimo di 60 calorie per ogni 100 grammi di liquido.

Le birre con meno calorie sono quelle che hanno un minore contenuto alcolico: l’alcol infatti ha ben 7 calorie per grammo.

In conclusione

Questi sono indubbiamente i benefici della birra più salienti, ma ce ne sono molti altri che sono stati evidenziati nel corso di diversi studi ancora in corso, come la sua capacità di migliorare la salute delle nostre ossa o addirittura abbassare il rischio di Diabete di tipo 2.

Come abbiamo detto anche prima ricordatevi sempre di consumare questa bevanda in moderazione, per evitare che i consumi eccessivi si vadano ad annullare del tutto a favore di quelli dannosi.

Birra e calciatori

“Gentili ascoltatori, abbiamo appena assistito a un primo tempo davvero spumeggiante!” esclama il cronista entusiasta. Spumeggiante come il boccale di birra che tanti appassionati stanno sorseggiando al
bar mentre ascoltano trepidanti la radiocronaca della partita degli azzurri.
Calcio e birra sono indissolubilmente legati nella tradizione popolare, nel nostro Paese come in Gran Bretagna, dove il calcio moderno è nato, e in molte parti d’Europa. La birra accompagna da sempre quanti,
alla radio come davanti al televisore, soffrono ed esultano per le gesta dei loro idoli sul prato verde.

Sponsorizzazioni storiche

Sponsorizzazioni storiche, nell’era moderna, hanno contribuito a legare la bionda e spumosa bevanda allo sport più seguito nel vecchio continente. Basti pensare alla danese Carlsberg, per tantissimi anni sul petto dei reds di Liverpool, o alla Heineken, per anni main sponsor della UEFA Champion League e marchio che per dodici anni in Italia ha firmato come Birra Moretti uno tra i più attesi tornei precampionato.
In Spagna, qualche anno fa, è spuntata perfino la divisa di una squadra neopromossa in Liga che raffigura un boccale di birra, con tanto di bollicine, del relativo sponsor, produttore locale. A Barcellona è stata prodotta una birra commercializzata col marchio “Piquenbauer” per celebrare il difensore centrale blaugrana il cui nome è accostato a quello di Franz Beckenbauer, il mitico libero della grande Germania degli anni 70. A Plzen, in Repubblica Ceca, nella Doosan Arena, la casa del Viktoria Plzen, sono perfino apparse due panchine a forma di lattina di birra.

Terzo tempo anche nel calcio?

In Germania, in Olanda, in Danimarca e oltremanica, mille aneddoti raccontano di fiumi di birra scorsi nei ritiri o nei brindisi dopo i match tra i calciatori. D’altronde nel rugby è tradizione per i giocatori delle due squadre ritrovarsi insieme in un pub a bere birra dopo essersele date di santa ragione sul campo.
Come avremmo potuto immaginare un Paul Gazza Gascoigne, genio e sregolatezza del calcio inglese anni ’90, senza un bel boccale di birra? O una festa scudetto del Bayern Monaco senza la bevanda nella città dell’Oktoberfest?

Le origini della birra

La birra, bevanda di origini antichissime che alcuni fanno risalire addirittura ai Sumeri e all’antico Egitto, è parte integrante della cultura enogastronomica europea. Proprio come il calcio appartiene alla cultura popolare e l’accompagna formando un binomio indissolubile.


In Italia siamo stati da sempre più attenti ai risvolti negativi del consumo di alcolici per chi pratica sport agonistico. Eppure qualche anno fa il centravanti dell’Empoli, Massimo Maccarone, festeggiò un gol
bevendo un sorso di birra e poco dopo realizzò il suo secondo gol. Più di recente il bis nel massimo campionato svedese, con l’autore del terzo gol al Goteborg che esulta sotto la curva e si scola un bicchiere di birra che gli porge un tifoso.

Birra e calcio sono compatibili?

Ci siamo chiesti quindi se la birra sia una bevanda compatibile con il calcio a livello agonistico. A rispondere affermativamente non solo i calciatori ma anche autorevoli esperti nutrizionisti e medici sportivi. Già nel 2016 il dottor Luca Gatteschi, medico dello staff della Nazionale italiana di calcio, sosteneva che la birra, soprattutto quella artigianale a bassa gradazione alcolica, non solo è una bevanda dissetante e rinfrescante ma funziona egregiamente da integratore grazie al basso contenuto di zuccheri, all’elevato contenuto di sali minerali, magnesio, calcio e fosforo su tutti, e alla presenza di cereali e luppolo, sostanza quest’ultima con spiccate proprietà antiossidanti che ha un effetto neuroprotettivo. Anche le vitamine del gruppo B, presenti nella birra in misura maggiore rispetto ad altre bevande hanno effetti positivi sull’organismo degli atleti.

L’utile al dlettevole

Come sempre la differenza la fa la quantità, soprattutto se in prossimità di allenamenti o delle gare. Un consumo contenuto di birra è del tutto consigliato e assimilabile per molti versi all’assunzione di una spremuta d’arancia, con parecchi vantaggi in più.

Ambrata, scura o rossa, filtrata o meno, la birra è anche sinonimo di schiuma e bollicine. L’effervescenza della birra, tipicamente finemente dispersa, rispetto a quella dell’acqua o di certe bibite di largo consumo
provoca meno gonfiore e stimola la produzione di endorfine. Insomma, una bottiglia di buona birra può senz’altro stare quotidianamente sulla tavola del calciatore e può essere, dopo una prestazione, il modo migliore per unire in un unico gesto l’utile e il dilettevole, il brindisi e i festeggiamenti con il reintegro di liquidi e sali minerali.

Mai esagerare

Tanta, troppa birra, significa tanto alcool e può spingere a tirare fuori peggio dall’uomo, evocando fenomeni negativi come quello degli hooligans o i fatti che hanno visto protagonisti frange estreme del tifo.
La birra in sé, invece, è senza dubbio amica dello sport e del calcio, in grado di unire la gente. In quantità moderate, la birra, la buona birra, può accompagnare al meglio i momenti più belli del tifoso come le gesta
dell’atleta, per un gioco spumeggiante, una serata spumeggiante, una festa davvero, fino in fondo, spumeggiante

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Ultimo aggiornamento il Luglio 23, 2019 1:12 am

Come bere birra tutta d’un fiato se hai perso una scommessa

Almeno una volta nella vita, ti sarai dovuto imbattere nel bere birra tutta d’un fiato. Non importa se lo hai fatto o se dovrai affrontare la sfida per una scommessa persa o semplicemente per “divertirti” in compagnia, adesso quello che ti chiedi è come fare.

Al di là di quale delle tante varietà di bibite alcoliche tu voglia bere, ti vogliamo fare una premessa: divertirsi va bene, ma fallo con il buonsenso.

Molti spesso ci sono stati casi in cui alcuni giovani sono finiti in coma etilico per aver bevuto litri di birra in una sola volta o peggio ancora, ne hanno fatto un mix con superalcolici.

Bere birra tutto d’un fiato: trova la temperatura ideale

Forse non lo sai, ma qualora tu dovessi bere la birra in una solo boccata, quello che dovrai controllare prima di tutto è la temperatura della stessa. Ecco in quali dei due casi diventa pericoloso:

  1. Ghiacciata: qualora la bibita alcolica fosse fredda al punto di esser ghiacciata, ti ritroverai con una forte emicrania, a tal punto da essere insopportabile.
  2. Troppo calda: anche il calore è da evitare, in questo caso si formerà tutta la schiuma sul tuo stomaco, che porterà a conseguenze poco piacevoli.

Ma allora qual è la migliore condizione termica? Quella ambiente. La birra dev’essere “fresca” e non appunto, troppo calda.

La forza dello shotgun

Chiunque nella vita fosse stato costretto a bere la birra in un solo sorso deve conoscere la “tecnica shotgun”. Per farlo però, dovrai servirti di una lattina anziché il classico boccale (fidati, di gran lunga preferibile).

In basso si dovrà forare la lattina con l’aiuto di un coltello o qualcosa di “appuntito”. Una volta effettuato il piccolo taglio, non ti resterà che sorseggiare la birra e berla tutto d’un fiato, in questo modo ti accorgerai e lo riterrai sicuramente meno pericoloso.

Attenzione alla quantità

Accettare la sfida è un conto, ma finire in coma etilico un altro. I corpi hanno resistenze differenti, c’è chi potrebbe bere anche un litro e mezzo di birra senza che gli faccia alcun effetto (o quasi), chi si sente male anche con una sola lattina.

Qualora tu non conoscessi il limite del tuo organismo, ti consigliamo di bere la birra tutto in un solo sorso purché sia quella contenute nelle lattine, la cui quantità non supera mai i 33 CL.

La birra degli antichi: bevuta da sumeri, egiziani e romani

Oggi è usanza comune bere birra per svagarsi o per rinfrescarsi un minimo, ma in antichità per vari popoli la birra costituiva parte integrante della dieta, nonché in alcuni casi un utile strumento usato nei riti e pratiche del divino.

La birra infatti, così come il vino (ancora si discute su quale fra le due bevande sia la più antica), ha delle origini molto remote nel tempo e le sue tracce passate sono giunte sino a noi anche da periodi molto lontani.

Nella grotta di Raqefet, situata nei monti Carmel, nell’alta galilea, pare siano state ritrovate tracce di birra, forse consumata durante cerimonie religiose o feste rituali dai natufiani, resti comunque risalenti a circa 13000 anni indietro rispetto al nostro tempo.

La prima birra prodotta già 5000 anni fa

La birra era, molto anticamente, nota anche ai cinesi, che producevano una varietà dalla fermentazione del riso già più di 5000 anni fa.

In Mesopotamia i sumeri adoravano la dea ninkasi, ovvero la “dea protettrice della birra”, a cui era consacrato anche l’alcol in generale. La birra è citata anche all’interno di un poema sumerico, sempre in onore della dea Ninkasi, contenente la più antica ricetta mai giunta sino a noi più antica della birra.

Precisamente, il poema è scritto in lingua sumera sopra tavole d’argilla, e risale probabilmente al 1800 a.C.; Ninkasi è una dea donna, infatti presso i sumeri erano più che altro le donne a essere incaricate di produrre la birra, assieme alla produzione del pane.

La birra per i sumeri probabilmente aveva una seconda funzione oltre a quella rituale, costituita dalla funzione di conservazione dei cereali, appunto la birra.

Un altra opera letteraria sumera in cui è citata la birra è la famosa epopea di Gilgamesh, dove Enkidu, il selvaggio, a cui viene data per la prima volta da bere.

La consistenza delle birre sumere era più vicina a quella di una sorta di pappa, un miscuglio acquoso più denso rispetto a quello a cui siamo abituati oggi, spesso con numerosi granuli sul fondo.

Una caratteristica interessante e poco nota è che i sumeri usavano una sorta di primitive cannucce, spesso fatte in metallo e decorate con pietre e ornamenti di vario genere, per consentire la bevuta della birra senza l’incappo nei frammenti amari residui dalla fermentazione della bevanda.

Anche gli egizi avevano una lunga tradizione come mastri birrai, addirittura risalente a oltre 5000 anni fa. Era pratica giornaliera per i faraoni bere birra, solitamente realizzata con orzo; la birra non era solo un elemento importante delle classi più potenti: pare infatti che ai lavoratori delle piramidi, e in particolare ai lavoratori delle piramidi di Giza, venisse data come ristoro una grande quantità di birra giornaliera (alcuni litri a testa).

Anche nel caso dell’Egitto la birra era associata a un dio, in particolare al culto di Osiridie.

Per la birra dell’antico Egitto veniva spesso impiegato anche il farro, che a differenza dell’orzo produceva una birra con meno necessità di filtraggio, in quanto scarsamente dotata di residui di fondo. Per realizzare la birra dell’antico Egitto si impiegavano lieviti provenienti da vino di datteri; il composto da far fermentare era posto in vasi argillosi, preventivamente trattati con cenere per evitare infezioni.

Nel mondo romano la birra era conosciuta col nome di cerevisia, dal nome celtico della bevanda. Sebbene nell’antica roma fosse più popolare il vino la birra aveva un buon numero di consumatori fedeli, specialmente in mezzo ai legionari romani, come testimoniato dalle corrispondenze scritte tra ufficiali romani in ambito militare.

Mentre presso le legioni, specie dopo il primo secolo dopo cristo, la birra aveva ottenuto qualche successo, nella città romane non era tanto apprezzata come bevanda, sebbene conosciuta.

Plinio il Vecchio ci parla appunto della birra a Roma e di come, sebbene la bevanda fosse conosciuta, questa non avesse riscosso successo e venisse reputata una bevanda destinata al consumo femminile; tuttavia nelle province imperiali, specialmente dove esisteva già la tradizione antica degli Egizi, la birra continuava a essere consumata con piacere.

La birra va via dai vestiti? Ecco come togliere ogni macchia

In compagnia di qualche amico e di una birra, non è raro che per motivi di cui non tutti ricordano possa accadere che la bevanda alcolica finisca sui vestiti o peggio ancora sul divano dei propri genitori. Ma qual è il rimedio per eliminare ogni traccia e macchia?

Fortunatamente la soluzione esiste per ogni tessuto, ma soprattutto anche per quei materiali il cui lavaggio a volte risulta estremamente difficile. Cercheremo quindi, di ipotizzare una serie di casi poiché l’effetto della bibita riversata sull’abbigliamento può cambiare di situazioni in situazioni.

Chiazze di birra ovunque: rimediamo subito

Che sia successo a ferragosto o durante una semplice serata di divertimento poco importa, perché l’unica cosa che conta realmente è togliere la macchia di birra artigianale mora o bionda che sia, dai vestiti o dal tessuto del divano di casa.

Le soluzioni sono tutte differenti tra loro e cambia in base al materiale da ripulire:

  • Abiti di cotone: senza dubbio quest’ultimo è il materiale nemico d’eccellenza della birra. La chiazza va affrontata tempestivamente immergendo il jeans o la maglietta in acqua piuttosto tiepida e versare il detersivo che viene adoperato per il bucato a mano.

    In assenza di quanto detto, un’altra soluzione è quella di versare un po’ d’acqua gasata direttamente sul danno in evidenza.

  • Capi in seta: dal momento in cui stiamo trattando un tessuto altamente pregiato, il consiglio è quello di rivolgersi ad una lavanderia di fiducia. Per i più coraggiosi, la soluzione sarebbe quella di provare a togliere la macchia di birra con acqua e alcool. Ma noi lo sconsigliamo vivamente.
  • Indumento di lana: l’operazione va fatta nel più breve tempo possibile. Sarà essenziale inzuppare una pezza con il composto d’alcool e attendere qualche minuto per poi sciacquarlo sotto acqua corrente.

    Una volta asciugato (parzialmente) sarà altrettanto importante versare la famosa “polvere bianca” meglio conosciuta come talco. Una volta attesi un paio di minuti, quest’ultima andrà rimossa con una spazzola in setole naturali.

Birra versata sul divano? Niente paura

La macchia di birra sul divano potrebbe richiedere più tempo rispetto ai vestiti, ma l’importante è agire senza pensarci due volte. Anche in questo caso sarà essenziale munirsi di una pezza con abbondante acqua tiepida e gettarla sul punto macchiato.

Successivamente asciugare con il phon (tenuto ad opportuna distanza). Un altro problema non indifferente potrebbe riguardare il cattivo odore rilasciato dalla bevanda alcolica. Sia per i vestiti (dipende il materiale) che per il divano, l’utilizzo del bicarbonato può far passare la puzza.

Qualora la birra fosse “vecchia” quindi di tempi addietro, il consiglio è quello di non rimuovere dopo qualche minuto il sale di sodio dell’acido carbonico, bensì di lasciarlo agire per tutta la notte.

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Ultimo aggiornamento il Luglio 20, 2019 5:30 pm

La birra senza glutine; Ecco come nasce

Con l’aumentare delle allergie alimentari anche le industrie del bere hanno dovuto adattarsi alle esigenze degli utenti che in molti avevano iniziato ad abbandonare le birre per ovvi problemi di intolleranza. In Italia verso la fine del 2019 sono stati censiti circa 198.000 abitanti affetti da celiachia, quindi era logico che anche i produtorri di birra si avvicinasserò rapidamente al settore del senza glutine.


Birra senza glutine; Ecco come nasce

La normativa vigente in Italie e in Europa impone che per essere chiamata ” Birra senza Glutine ” non deve essere oltre i 20 ppm ( Parti per Milione ) quindi a volte anche la birra senza glutine può essere pericolosa per gli intolleranti al glutine più sensibili.

Anche se esistono diversi modi per produrre la birra senza glutine, i due maggiormente usati dalle case di produzione sono questi.

1 ) Metodo Enzimatico

Molti produtorri di birra senza glutine aggiungono alla fine della produzione un ezima che si occupa di rompere la Gliadina, la componente che attiva la risposta immunologica negli intolleranti al glutine. Quindi l’aggiunta di questo enzima che non modifica ne va a variare il gusto e la conformazione della birra si rende necessario per poter produrre in sicurezza questa birra senza glutine.

2) Uso di un malto senza glutine

In questo secondo caso si utilizzano dei malti adatti ai celiaci come riso, miglio, amaranto, quinoa, mais, sorgo e grano saraceno.
Ovviamente in questo caso il sapore finale della birra può cambiare leggermente e andare a modificare un pò il sapore finale ma sta in questa la bravura del mastro birraio nel bilanciare i sapori e il risultato finale. L’orzo è veramente difficile da sostituire perchè elemento fondamentale anche nella fermentazione della birra. Molte volte a tutti i cereali sopra viene preferito il sorgo per le caratteristiche più vicine all’orzo.

Anche se questi sono i due metodi più usati, per il primo rimane la possibilità di una leggera contaminazione del glutine rimasto durante la deglutinizzazione quindi se siamo a cena con un intollerante al glutine molto sensibile è preferibile dargli la birra realizzata con cereali senza glutine.

Birra senza glutine fatta in casa

Molti di noi producono la propria birra in casa, con diversi malti e diverse concentrazioni di sapori che sono particolari che molte volte non puoi trovare in commercio.

Ma se un intollerante al glutine volesse produrre la propria birra in casa?

Niente di più facile, per produrre la birra in casa senza glutine basta sostituire l’orzo con il Sorgo, questo ingrediente viene comunemente usato nella produzione della birra senza glutine.

In commercio esistono molti Kit già pronti per la preparazione della birra senza glutine in casa come quelli che potete trovare a questo link.

Ovviamente se siete intolleranti al glutine fate molta attenzione a produrre da voi la birra se non comprate kit per la birra senza glutine più che garantiti, state attenti anche se la birra che avete preparato la servite ad un intollerante, molte volte piccole contaminazioni possono portare a grossi guai.

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Ultimo aggiornamento il Luglio 6, 2019 5:28 pm

Cos’è la birra artigianale?

Inutile negare che la birra artigianale ha fatto il suo ingresso ufficiale nel vocabolario di noi Italiani da pochi anni, ormai però ha sicuramente preso il largo sulle tavole Italiane abbinata ormai a tutti i piatti, sia carne che pesce.


La birra Artigianale in Italia


Il boom In Italia lo abbiamo verso il 2005/2006, dove con un onda di rivoluzione fanno irruzione sul mercato i Kit per fare la birra in casa e contestualmente aprono molti birrifici artigianali nelle varie terre locali Italiane.
Un boom che ha sicuramente trovato il pieno interessa da parte di imprenditori e conoscitori della materia che dopo il primo boom non si sono fatti trovare impreparati.

Ovviamente, non è che prima in Italia non si producevano birre artigianali, ma semplicemente il settore era di nicchia e poco conosciuto, poi vuoi complice il boom delle trasmissioni culinarie in Tv, anche la birra artigianale Italiana ha avuto il suo giusto palco nazionale.

Personalmente considero artigianali tutte le birre prodotte da piccoli birrifici in Italia aldilà del gusto e aldilà della composizione che molte volte sono dei gusti puramente personali. Quindi ogni birra prodotta da piccoli produttori Italiani, e visto che siamo molto patriottici, ci aspettiamo che prima o poi venga riconosciuto un disciplinare per la birra artigianale Italiana.

Anche la Legge Italiana riconosce la birra artigianale

Anche la legislazione è entrata a legiferare sulla birra artigianale e con la legge (154/2016) ha deciso di affermare su carta i canoni per cui ad oggi possiamo definire la birra ” Artigianale “.

Si definisce birra artigianale la birra prodotta da piccoli birrifici indipendenti e non sottoposta, durante la fase di produzione, a processi di pastorizzazione e di microfiltrazione. Ai fini del presente comma si intende per piccolo birrificio indipendente un birrificio che sia legalmente ed economicamente indipendente da qualsiasi altro birrificio, che utilizzi impianti fisicamente distinti da quelli di qualsiasi altro birrificio, che non operi sotto licenza di utilizzo dei diritti di proprietà immateriale altrui e la cui produzione annua non superi 200.000 ettolitri, includendo in questo quantitativo le quantità di birra prodotte per conto di terzi.

Legge ( 154/2016 )

Una definizione di Birra artigianale che impone un prodotto realizzato da piccole realtà, con una produzione annua inferiore ai 200.000 ettolitri includendo quelle prodotte per conto di terzi. ( Un birrificio artigianale rimane cosi ancorato alla sua produzione e non può produrre per altre linee con la denominazione di Birra Artigianale )

La legge è sbagliata?

Forse si e Forse no, sicuramente in questo tipo di regolamento manca una parte fondamentale che parla della qualità dei prodotti utilizzata nella fase di produzione della birra artigianale.
Bisognerà sicuramente tenere conto di questi dettagli fondamentali nel caso si provi ad aggiornare questa buona legge che oltre ai produttori di Birra Artigianale.

Niente prodotti Italiani nella produzione? Attualmente non è obbligatorio l’utilizzo di prodotti esclusivamente Italiani per avere un prodotto Artigianale nel campo della birra, anche perché la produzione di Luppolo non è ancora sufficiente a soddisfare la richiesta per la produzione Italiana di Birra Artigianale.

Avevamo bisogno di una Legge per la Birra Artigianale in Italia?

Certamente, essendo in Italia avevamo sicuramente bisogno di una legge che mettesse dei paletti sulla produzione di Birra Artigianale.
Il mercato che ha avuto uno sviluppo pazzesco in pochissimo tempo era sicuramente a rischio di frodi e di furbetti che avrebbero prodotto la birra artigianale con metodi e tecniche industriali.

Quindi si è accolto con favore la legge per aiutare i piccoli birrifici escludendoli da una possibile guerra di mercato con le grosse industrie che hanno sicuramente fondi e mezzi per schiacciare i concorrenti.

La birra artigianale in Italia ormai ha sfondato il mercato e si possono contare svariate qualità e tipologie in base alla regione di produzione. Ormai ogni regione in Italia ha una piccola storia di produzione di Birra Artigianale che piano a piano si stanno affermando ai top delle classifiche europee.

Perchè la Birra fa Bene ai Capelli? Come Migliorare il Tuo Aspetto

Ti sarai sempre chiesto “perchè bere birra fa bene ai capelli?”, in realtà non sono le classiche affermazioni o legende metropolitane, ma il pensiero è molto più profondo e realistico. Nonostante possa sembrar surreale, i benefici prodotti dalla bevanda alcolica sono molteplici.

Oggi però vogliamo spiegarti, tra tutti i vantaggi che vi sono, il motivo per cui questa bevanda fresca potrebbe aiutarti a crescere i capelli e soprattutto quale metodo adottare, per far sÏ che la tua chioma possa esser sempre ben curata.

Bere birra fa bene: un sano tocco per capelli crespi e ricci

Sicuramente al di là del piacere nel bere una buona e fresca birra, soprattutto in estate, c’è molto di più. Per esempio? La bevanda alcolica produce e aiuta ad aumentare la resistenza per i capelli a rischio caduta, ma soprattutto per combattere la secchezza nelle chiome come quelli crespi e ricci.

Tutto ciò è dovuto ai composti presenti all’interno della birra, di quali parliamo? antiossidanti, proteine e vitamine. Questo miscuglio produce degli ottimi benefici sulla pelle, lo sapevi? Qualora ne fossi a conoscenza, sai anche che è un’ottima soluzione per evitare quei prodotti chimici e aggressivi per tutti noi.

Fin dai tempi antichi, la birra veniva definita come “elisir di bellezza“. Tutt’oggi i suoi benefici nascosti, ti consentono di rendere i capelli più voluminosi, lucenti e soprattutto molto morbidi. Ma come è possibile che una bevanda alcolica possa produrre questi effetti benevoli?

  • Morbidezza e lucentezza: tutto ciò è dovuto al luppolo e al malto.
  • PH basso: l’acidità piuttosto inferiore della birra restringerà le cuticole dei capelli, cosicchè possano sembrar più lucidi.

Come applicare la birra sui capelli

Ora che hai capito perchè bere birra fa bene ai capelli, ti spiegheremo come rendere la tua chioma brillante e come applicarla:

  • Il primo passo è quello di sciacquare i capelli e poi versare la birra dalla sua bottiglia, con l’aiuto di un polverizzatore (nebulizzatore).
  • Cronometra 10 minuti e allo scadere di tale tempo, esegui un risciacquo con tanta acqua tiepida.
  • Dopodichè sarà necessario un po’ di balsamo, affinchÈ si possa togliere l’odore della birra

Per ottenere buoni risultati, il trattamento andrà applicato circa tre volte a settimana. Adesso ti è chiaro perchè bere birra fa bene ai capelli? Inoltre non dimenticare l’applicazione da effettuare settimanalmente.