Il rifrattometro per fare la birra può servire veramente?

Il rifrattometro per fare la birra è sicuramente lo strumento di misurazione più idoneo e professionale per monitorare la densità, il livello e la quantità di zuccheri presenti nel mosto. Un’ottima alternativa e certamente più veloce, rispetto che utilizzare il densimetro.

In tanti si domandano quale sia il migliore, ma soprattutto se è davvero essenziale al fine di realizzare la nota bevanda alcolica tedesca. La risposta? Assolutamente si. Lo strumento di misurazione ottica consente di analizzare le proprietà fisiche e l’indice appunto di rifrazione, della birra.

Come si usa e in cosa di contraddistingue un buon rifrattometro per birra

Il rifrattometro per birra gode di tutti i benefici necessari a chi vuol realizzare la birra in modo professionale, semplice e veloce. Lo strumento è facilmente trasportabile grazie alle sue dimensioni e peso ridotto. Non di meno il suo funzionamento è estremamente basilare.

A questo punto vi starete chiedendo, come va utilizzato? Servitevi come prima cosa, di una luce solare o artificiale e successivamente prelevate una piccola goccia della sostanza da analizzare. Dopodiché servitevi del dosatore contenuto nel rifrattometro e ponete il fluido nell’apposita sezione dedicata all’analisi.

Va chiamato appunto, ottico, perché la densità avrà verificata mediante l’occhio umano. Basterà osservare all’interno dello strumento di misurazione e prendere in analisi i brix e controllare di seguito la scaletta del rifrattometro.

Quest’ultimo affinché sia definito come “buon prodotto” dovrà chiaramente consentire l’esaminazione oculare delle due zone, che distingueremo tra blu e bianca. Infine va verificata appunto, la scala graduata.

Correzione rifrattometro birra: come va usato?

più e meno esperti sanno che durante il processo di fermentazione della birra, il valore indicato dal rifrattometro può subire variazioni a causa del contenuto alcolico della bibita e del mosto presente al suo interno.

Di conseguenza, affinché i calcoli vengano eseguiti correttamente, vi è una formula molto semplice da applicare (rispetto alle altre presenti ance online), per ottenere un risultato esatto.

*Legenda:

RI = lettura rifrattometro

FGb / OGb = rappresentano i valori FG e OG che si estraggono dall’unità di misura Brix

La formula invece di cui parlavamo è la seguente FGb = 1.53*RI – 0.59*OGb.

Chiaramente in rete non è difficile trovare un simulatore di correzione del rifrattometro, noi vi suggeriamo il calcolatore di Brewer’s Friend.

La produzione di birra con tecnologia a cavitazione

Oggi, grazie alle nuove tecnologie, la produzione di birra si è raffinata e
ha permesso all’Italia di raggiungere standard produttivi, altrettanto
buoni, quanto le eccellenze mondiali.

Che cos’è la cavitazione idrodinamica?

La cavitazione idrodinamica si manifesta nella “bollitura” dell’acqua o di
qualsiasi altro liquido a temperature molto più basse rispetto alla
temperatura di ebollizione a parità di pressione (100° nel caso
dell’acqua). Le “bolle di cavitazione” si formano nel liquido in
conseguenza di depressioni localizzate, dovute per esempio a onde
acustiche nel campo degli ultrasuoni oppure alla circolazione del liquido
attraverso strozzature, dove il liquido subisce una repentina
depressione. Il sistema a cavitazione non richiede la macinazione
del malto e permette una conversione enzimatica del mosto e un
utilizzo del luppolo molto più veloci ed efficienti, senza
applicazione diretta di fonti di calore. Come sembra, quindi, non è più
necessaria la bollitura, in quanto la sterilizzazione, la volatilizzazione del
DMS e l’isomerizzazione degli alfa acidi avvengono già durante il mash.
Secondo analisi di terze parti, il mosto che si ottiene ha la stessa
stabilità e composizione di zuccheri fermentabili e non fermentabili, fan,
proteine, ecc. di un mash tradizionale.

Riduzione dei tempi di lavoro e del consumo di energia

200 miliardi di litri prodotti e consumati ogni anno nel mondo
e un giro d’affari ben superiore al trilione di dollari. Questo
impianto riduce i tempi di lavoro del 50% e dei consumi di energia di oltre il 40%, l’eliminazione di alcune fasi centrali del processo produttivo come
le triturazione a secco dei grani e la bollitura del mosto, una maggiore
durata di conservazione delle birre e delle loro proprietà strutturali.
I principali vantaggi della cavitazione idrodinamica rispetto alla
produzione brassicola tradizionale Di particolare rilievo è l’esclusione delle fasi di macinatura dei grani (che quindi possono essere introdotti interi) e di bollitura (completati a temperature inferiori a 100 °C). In più l’energia elettrica alimenta le pompe centrifughe, i processi di cavitazione e riscaldamento, e i trasferimenti necessari del mosto, garantendo un consumo molto ridotto rispetto agli altri impianti. L’elettricità alimenta anche il segmento di separazione, costituito da un Decanter, attivato simultaneamente a una specifica fase del processo di cavitazione.

I principali vantaggi della cavitazione idrodinamica rispetto alla
produzione brassicola tradizionale

Di particolare rilievo è l’esclusione delle fasi di macinatura dei grani (che
quindi possono essere introdotti interi) e di bollitura (completati a
temperature inferiori a 100 °C). In più l’energia elettrica alimenta le
pompe centrifughe, i processi di cavitazione e riscaldamento, e i
trasferimenti necessari del mosto, garantendo un consumo molto ridotto
rispetto agli altri impianti. L’elettricità alimenta anche il segmento di
separazione, costituito da un Decanter, attivato simultaneamente a una
specifica fase del processo di cavitazione.
I costi di realizzazione dell’impianto
I costi sono sicuramente inferiori rispetto agli impianti convenzionali. Ma
non sarà solo il costo di costruzione dell’impianto il maggiore vantaggio
economico, piuttosto la riduzione dei costi di gestione, di consumo
energetico e la superiore produttività. La stima è, a parità di produzione

di birra, tempi di lavoro e consumo energetico, pari ad una riduzione di
oltre il 40%.

In Toscana il primo birrificio al mondo a cavitazione idrodinamica

Barberino Val d’Elsa (Firenze), Birrificio San Gimignano: L’impianto ha
una capacità di 12 ettolitri — di facile gestione e flessibile rispetto a
qualsiasi ricetta, l’impianto a cavitazione idrodinamica controllata
sostituisce completamente le tecnologie esistenti, praticamente
immutate da secoli, e in particolare la bollitura del mosto e le triturazione
a secco dei grani. ”La cavitazione idrodinamica permette così
l’eliminazione di alcune fasi del processo produttivo, come la triturazione
a secco dei grani e la bollitura del mosto, garantisce migliori proprietà
strutturali della birra e una maggiore durata di conservazione”. Sul
funzionamento spiega che ”praticamente una pompa spinge il mosto
velocemente in un imbuto creando una forte pressione e quindi un
innalzamento delle temperature permettendo di sostituire il processo di
produzione di bollitura utilizzato per 10.000 anni sino ad oggi” (ANSA-
Stefano Botto, socio fondatore Birrificio San Gimignano).

5 cose da sapere per aprire un microbirrificio

Per molti la birra rappresenta una passione; i veri estimatori, infatti, vanno alla ricerca delle specialità locali, soprattutto di quelle prodotte in modo artigianale, che rappresentano spesso un prodotto di nicchia da non lasciarsi scappare. Del resto la birra è una delle bevande alcoliche più antiche, basti pensare che sul territorio dell’antica Persia sono state trovate tracce risalenti a ben 7000 anni fa. Fu una bevanda apprezzata anche dagli antichi Greci e dai Romani anche se poi il vino ne prese il posto, soprattutto fra i ceti più elevati e la birra rimase appannaggio degli schiavi e dei barbari. La sua produzione è stata per lungo tempo legata ad una tradizione familiare e solo in piena rivoluzione industriale venne realizzata sul larga scala. Potrebbe essere davvero molto interessante ed istruttivo approfondire la storia della birra per vedere poi quali sono le 5 regole più importanti da conoscere per aprire un microbirrificio.

Che tipo di birrificio?

Avendo già un’azienda agricola potrebbe essere semplice avviare un micro birrificio ma in questo caso è indispensabile produrre almeno il 51% di orzo necessario alla produzione locale; come vantaggio si hanno però, vari sgravi ed agevolazioni fiscali. In alternativa si può seguire la strada intrapresa ultimamente da vari imprenditori del settore: un microbirrificio associato ad un brewpub, un locale annesso dove far degustare direttamente la propria birra artigianale e, magari, mostrare le fasi di produzione della birra ai propri clienti. In questo caso è fondamentale trovare il locale adatto.

Seguire un corso di formazione

Se si ha l’intenzione di intraprendere l’attività di produzione della birra in modo non industriale, ma aprendo un piccolo birrificio, è bene sapere ciò di cui si ha bisogno. Sarebbe l’inizio di una nuova passione oltre che di un nuovo ed entusiasmante lavoro. Il primo passo da fare, però, è quello di approfondire la propria conoscenza in questo ambito. Non si può, infatti, pensare di avviare un’attività, seppur in forma ridotta, senza avere le basi per arrivare a produrre una birra artigianale di qualità. Per questo motivo è essenziale seguire un corso che fornisca le nozioni tecniche e gestionali per aprire un micro birrificio. Può essere utile, poi, anche partecipare ad eventi e fiere di settore per confrontarsi con altri produttori ed avere una idea chiara e precisa di ciò che si vuole fare, anche per ciò che riguarda le attività di promozione del proprio prodotto.

Attrezzatura ed impianti

Per produrre la birra occorre dotarsi di impianti ed attrezzatura. Anche in questo caso, sebbene si tratti di un microbirrificio, è necessario ponderare con attenzione le scelte da fare, anche in vista degli investimenti. Le strade da percorrere sono due: occuparsi personalmente della messa in posa della strumentazione oppure affidarsi ad una ditta specializzata che affianca anche per la formazione ed il reperimento di tutto ciò che serve per produrre la birra. Naturalmente la scelta sul percorso da seguire dipende dal grado di conoscenza personale sulla materia. Molte persone hanno realizzato la propria birreria in modo completamente autonomo, ma ciò presuppone un background solido per non andare incontro ad errori ed investimenti sbagliati che potrebbero scoraggiare. Le attrezzature fondamentali per un microbirrificio comprendono l’impianto di produzione, i fusti ed i lavafusti, una cella frigorifera, un magazzino per lo stoccaggio del materiale di produzione e l’eventuale macchinario per l’imbottigliamento. I costi sono variabili anche perché, per risparmiare, si potrebbe ricorrere ad attrezzature usate.

Come iniziare

Questo settore è regolamentato da norme specifiche poiché prevedere la produzione e la vendita di birra destinata al pubblico. Un micro birrificio è tale se la produzione di birra non supera i 10.000 hl ogni anno. Il primo passo da fare per avviare l’attività è la stesura di un business plan in grado di fornire un chiaro dettaglio delle spese e dei ricavi, oltre che delle strategie di marketing e della presenza di eventuali competitor. Poi è necessario ottenere il nulla osta da parte della Asl di competenza e l’autorizzazione da parte dell’agenzia delle dogane, in particolare dell’ufficio tecnico – finanze, per le accise sulle bevande alcoliche. Inoltre è necessario che una persona del gruppo possegga il certificato di somministrazione bevande ed alimenti, rilasciato dalla regione. Per chi è alle prime armi, potrebbe risultare utile farsi assistere da società specializzate negli adempimenti fiscali e normativi, approfondendo qui https://www.comeaprireunmicrobirrificio.it

Strategie di marketing

Attualmente la concorrenza in questo settore è abbastanza dura, ma ciò non deve scoraggiare ad aprire un microbirrificio, anzi. Ciò che conta è, come sempre, la qualità perché i consumatori sono diventati più consapevoli su ciò che bevono o mangiano e fanno delle scelte ponderate. Il brewpub potrebbe essere la scelta vincente per rendere la propria birra un prodotto di nicchia e quindi ricercato. Il segreto è trovare la formula giusta, abbinando un locale piacevole ad un cibo caratteristico, che ben si accompagni al tipo di birra prodotta. Degustazioni, eventi periodici e show cooking, poi, potrebbero fare la differenza rispetto alla concorrenza.

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Ultimo aggiornamento il Luglio 6, 2019 5:28 pm

Liquori fatti in casa; ecco come misurare il grado alcolico

Si sa, l’uomo non può vivere solo di birra alla zucca 🙂

Quindi se siete amanti delle produzioni fai da te di liquori e vi state cimentando nella loro produzione oggi vogliamo offrirti qualche consiglio sulla scelta del migliore alcolometro per liquori.

Alcolometro per liquori, ecco quale scegliere

La misurazione del grado alcoli avviene con un metodo semplicissimo per i liquori secchi, basta inserire l’alcolometro in un bicchiere graduato e una volta che l’asta si stabilizza potrete calcolare il volume alcolico del vostro liquore.
Ricordatevi però che il calcolo del volume alcoli va anche in base alla temperatura del liquido, se poi la temperatura supera i 20° dovrete per ogni grado aggiungere 0.2% vol se invece la temperatura è sotto per ogni grado dovrete togliere o.2% vol.
Una misurazione che avviene facilmente grazie al classico alcolometro in vetro che inserito consente di quantificare la gradazione.

La tecnolgoia si è avvicinata a questo modo in modo rapido e l’alcolometro in vetro è stato sostituito da quello digitale che in pochi secondi riesce a segnalare il volume in poco tempo.

Ecco la formula matematica per calcolare la gradazione alcolica del tuo liquore fatto in casa

Anche se rimaniamo senza strumenti non siamo sicuramente rovinati, esiste una formula matematica per calcolare la gradazione alcolica dei liquori fatti in casa, grazie a questa formula potrete ricavare il volume alcolico dei nostri liquori homemade.

Ricordatevi che ogni chilogrammo di zucchero va contanto come 1.6 kg di zucchero = 1 Litro.

Quindi:

1 Litro di acqua
1 Litro di Alcool
1 Litro ( Calcolate di aver aggiunto 1.6 chilogrammi di zucchero )

Quindi 3 Litri di liquido in totale da usare nel calcolo.
Va quindi inserita la gradazione dell’alcool aggiunto
Quindi 95° in questo caso e la formula dovrà uscire cosi:

95×1000/3000 = Circa 31°

Una volta ricavata la nostra gradazione potremo vantarci con i nostri colleghi ed amici della distilleria perfetta che siamo riusciti a ricreare nella nostra cantina.

Ultimo aggiornamento il Luglio 6, 2019 5:28 pm

Ecco i migliori spillatori per la birra refrigerati

Il sogno di ogni amante della birra è sicuramente quello di spillare la birra in casa, e per far questo esistono ormai molti spillatori a poco prezzo che ci consentono di spillare la birra già refrigerata.

Spillatori per la birra in casa

Una volta il prezzo di uno spillatore per la birra era veramente proibitivo, sia per via della sua installazione sia per la manutenzione obbligatoria da fare ogni tot giorni, sopratutto se la usiamo qualche volta al mese durante le grigliate con gli amici.

Ovviamente per avere lo spillatore che rinfresca la nostra birra in uscita dovrete avere nelle vicinanze una presa della corrente per tenere la macchina in uso.

Esiste ormai una linea completa di spillatori di birra da poter utilizzare in casa e molte case di produzione di birra hanno iniziato a produrre i fusti adatti a questi tipi di spillatori.

La scelta di un ottimo spillatore della birra da tenere in casa è sicuramente da far ricadere sulla tipologia di birra che può essere inserita, cercate quindi di scegliere uno spillatore che abbia una linea completa di fusti delle migliori marche che amate anche perchè ogni spillatore ha la possibilità di inserire solo determinati tipi di fusti.

Klarstein Skal lo spillatore elegante

Sicuramente stiamo parlando di uno degli spillatori per birra più eleganti in commercio. Lo stile e il design di lavorazione lo rendono adatto alla sua presenza in ogni salotto anche se magari non lo utilizziamo spesso.
La forma da classica spillatore da bar lo rende carino e molto comodo nel suo utilizzo e nella sua pulizia. La capienza è la classica per i fusti da 5 l e il kit comprende anche l’adattatore Heineken e la cartuccia CO2.
Il sistema di raffreddamento interno dello spillatore cosente una spillatura da 2c° a 12c° per avere la migliore temeperatura in base alla birra inserita.

Spillatore per la birra Philips Perfect Draft HD3720/25

Anche una grossa azienda come Philips scende nel settore degli spillatori della birra domestica con un prodotto di pura tecnologia.
Questa macchina funziona con fusti appositi da 6l e nella presentazione viene garantita la conservazione del fusto una volta aperto anche per 30 giorni, ovviamente a macchina accesa.
Per questo tipo di spillatore c’è una serie non troppo ampia di fusti anche per via dei 6 litri al posto dei classici 5l come da mercato.
Un ottimo prodotto di Desing che però si posiziona per via del prezzo ad un livello superiore di vendite e di spesa

The Sub, lo spillatore orizzontale

The Sub è sicuramente uno spillatore per birra molto originale. Si differenzia dai colleghi per la predisposizione orizzontale nella spillatura.

Per questo modello sono stati creati diversi modelli personalizzati sui vari brand di birra tra cui Heineken e Birra moretti. A differenza dei sui colleghi il The Sub contiene fusti a capsula da 2 litri l’uno, quindi un’ottimo spillatore adatto anche a piccole cene. Molto comoda questa particolarità dei due litri, molte volte un fusto è molto sconveniente per via dei litri di birra che ogni volta non riusciamo a consumare e molte volte siamo costretti a buttare.

Avere quindi uno spillatore per la birra refrigerato in casa non è affatto una impresa impossibile, basta un minimo di spazio per poter conservare lo spillatore sempre accesso nel caso il fusto sia inserito.

Ovviamente gli spillatori hanno bisogno di una manutenzione e pulizia regolare per evitare di intaccare la qualità della birra a lungo andare. Nel caso di alcuni spillatori che richiedono canule d’inserimento molti fusti ne comprendono una monouso per evitare contaminazioni e batteri dovuti alla rimanenza degli zuccheri della birra.

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Ultimo aggiornamento il Luglio 23, 2019 1:12 am